Unipol-Fonsai, Consob fa slittare l’aumento

Quando la meta sembra ormai conquistata, il traguardo si sposta qualche metro più in là. È la singolare particolarità della maratona ormai semestrale che dovrebbe portare alle nozze a quattro tra Premafin, Unipol, Fonsai e Milano Assicurazioni. Ieri, al termine di consigli di amministrazione protrattisi fino a tarda notte, Fondiaria e la compagnia delle Coop avevano finalmente comunicato il prezzo dei rispettivi aumenti di capitale da 1,1 miliardi (2 euro con sconto del 27,2% sul Terp per le ordinarie Unipol e 1 euro per le ordinarie Fonsai con sconto del 24,7%). Sembrava quasi tutto pronto affinché le ricapitalizzazioni potessero partire già da lunedì mattina, come previsto. E invece si dovrà ragionare spostando tutti i termini, quanto meno, di una settimana (dal 16 luglio al 3 agosto anziché dal 9 al 27 luglio).
La doccia fredda è arrivata all’improvviso: Consob ha comunicato di aver bisogno di ulteriori approfondimenti per dare l’ok ai prospetti informativi. E, dunque, ancora una volta si dovrà modificare il calendario dell’operazione. In particolare, la Commissione guidata da Giuseppe Vegas ha richiesto maggiori dettagli sulla situazione finanziaria di Fonsai (va ricordato che il solvency ratio del primo trimestre si è attestato all’89,6% e che, senza aumento, anche il 2012 si chiuderà sotto quota 100 al 94,6%). È una procedura che si può paragonare a un automatismo giacché il nuovo prospetto dell’aumento Fonsai, varato venerdì notte alle 2 e 30, è giunto a Roma in mattinata: troppo poco tempo quindi per esprimerne una completa valutazione. Unipol, invece, dovrà fornire delucidazioni sulla carenza di riserve Danni per 250-260 milioni in seguito alla nuova procedura di liquidazione dei sinistri, circostanza rilevata dall’Isvap.
Non si tratta di impedimenti giganteschi, ma è la stessa complessità dell’operazione e la sua multiformità a richiedere aggiornamenti continui, e la Consob - giustamente - non intende transigere. Nel fine settimana, comunque, i legali e gli advisor continueranno a lavorare per portare i nuovi documenti informativi sui tavoli della Commissione lunedì mattina. Se tutto dovesse svolgersi secondo normali tempi tecnici, entro metà settimana (giovedì al massimo) potrebbe arrivare l’ok. Lo slittamento consentirà di attendere l’esito del ricorso al Tar del Lazio presentato da Sator e Palladio contro la delibera Isvap che ha autorizzato Unipol al merger.
Lo scenario attuale potrebbe impattare anche sulla chiusura del consorzio di garanzia per entrambi gli aumenti. A fianco di Mediobanca e Unicredit ci sono al tavolo sei istituti esteri (Deutsche Bank, Nomura, Barclays, Credit Suisse, Morgan Stanley e Ubs). Le trattative proseguiranno (sono previste clausole di uscita in caso di downgrade del rating sovrano dell’Italia come nelle grandi operazioni internazionali), ma potrebbe rafforzarsi il partito di coloro che preferirebbero un rinvio a settembre, considerato che alcuni istituti guardavano al 9 luglio come a una deadline per evitare intoppi da periodo vacanziero.
Ieri si è riunito anche il cda di Premafin che ha deliberato sullo scioglimento del patto con Unicredit su Fonsai e ha proceduto alla convocazione dell’assemblea sulla richiesta di Paolo Ligresti di revoca del cda presentata da Paolo Ligresti. Che, in una lettera inviata al consiglio, ha accusato Mediobanca e Unicredit di aver «imposto» la fusione tramite «minacce di escussione dei pegni e di conseguente fallimento di Premafin».
La Borsa si è già riposizionata in vista delle ricapitalizzazioni: Fonsai ha perso il 17%, Unipol e Milano il 10% e Premafin l’8.