«Unipol? Ne parleremo nel piano industriale»

Tonini: «A luglio le nuove strategie». Le coop crescono nel capitale. L’ingresso dei Fossati

da Milano

I rapporti fra Mps e Unipol, regolati dal patto di consultazione in Finsoe, saranno affrontati dal nuovo piano industriale della banca senese che verrà presentato entro metà luglio. È quanto ha spiegato il direttore generale della banca Emidio Tonini nel corso della conference call con gli analisti sui risultati trimestrali. «Il patto con Holmo che governa Finsoe - ha ricordato Tonini - è stato rinnovato per sei mesi, il nuovo piano parlerà di queste partecipazioni che il precedente piano definiva strategiche».
Mps detiene il 27,6% di Finsoe, la finanziaria che ha il controllo del gruppo Unipol e che è a sua volta controllata dalla holding delle cooperative Holmo con oltre il 60,7%. Proprio il rapporto con le coop sembra destinato a segnare il prossimo futuro del Montepaschi. Dal verbale dei soci presenti all'assemblea di poche settimane fa, che ha portato al cambio della guardia al vertice dell'istituto, con la nomina di Giuseppe Mussari, emerge infatti la conferma di un rafforzamento del movimento che fa capo alla Lega delle cooperative. In tutto le coop controllano circa il 6% del capitale ordinario. Tra le new entry la umbra Coop Centro Italia con 14,7 milioni di titoli, pari allo 0,6% del capitale ordinario. Nei giorni scorsi la cooperativa aveva preferito non commentare l'investimento, che veniva definito ancora «in fieri».
Nell'azionariato di Mps anche un'altra società che fa capo alle cooperative «rosse»: la Omega, una società a responsabilità limitata, che figura titolare di oltre 6 milioni di titoli, pari allo 0,21% del capitale. Su questo fronte le quote maggiori spettano però a Unicoop Firenze con il 2,98% (era il 2,4% all'inizio di quest'anno) e alla stessa Unipol con l’1,98% del capitale.
Nelle settimane scorse un maggior peso delle cooperative vicine alla Lega era stato auspicato da Turiddo Campaini, presidente della stessa Unicoop Firenze. Campaini che è membro del cda di Rocca Salimbeni e presidente di Finsoe, la controllante di Unipol, aveva dichiarato di lavorare per il consolidamento di una alleanza industriale, e forse anche qualcosa in più, tra il Monte e Unipol. «I tempi», aveva detto, «saranno brevi, meglio se entro l’estate.
Sempre per quanto riguarda i nuovi soci, questa volta però privati, all'assemblea del 29 aprile ha partecipato, con un pacchetto di oltre 3 milioni di titoli, la Findim finanziaria, la società che fa capo alla famiglia Fossati, proprietaria del gruppo alimentare Star. La quota della Findim, secondo quanto riferito dall’agenzia Radiocor, che ha consultato il verbale di assemblea, è di poco superiore allo 0,12% del capitale ordinario.
Dallo stesso verbale emerge poi l’esistenza di un pacchetto senza «padroni ufficiali» di oltre 40 milioni di azioni (l'1,6% circa del capitale). I titoli sono intestati alla Spafid, la fiduciaria di Mediobanca. La curiosità e che il rappresentante della Spafid all'assemblea era anche il delegato della Findim. Se i due pacchetti si sommassero si avrebbe una partecipazione dell'1,79% del capitale. I Fossati non sono nuovi al settore bancario. Di recente hanno raddoppiato l’investimento in Banca Lombarda con una quota superiore al 2%.
Ieri intanto Mps ha presentato i dati sul primo trimestre: l’utile netto è cresciuto a 278 milioni di euro (+70,1% rispetto al primo trimestre 2005). Il mercato non è sembrato però apprezzare: dopo la diffusione dei dati il titolo ha avuto un andamento debole chiudendo a -2,1%.