Unipol, il nuovo vertice gela il presidente Ds: «Noi andremo avanti»

Marcello Zacché

nostro inviato a Bologna

Le cooperative azioniste di Unipol voltano pagina, licenziano Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, nominano i nuovi vertici della compagnia e delle holding di controllo, ma in realtà non riescono a nascondere le divisioni strategiche intorno alla questione centrale: il destino dell’Opa lanciata su Bnl.
Pierluigi Stefanini, neopresidente di Unipol e numero uno della CoopAdriatica, nella sua prima conferenza stampa lo ha ripetuto allo sfinimento anche in risposta alle affermazioni del presidente Ds Massimo D’Alema: «Nostra intenzione è portare avanti il progetto Bnl, senza modifiche. Ci sentiamo nelle condizioni di ribadire questa volontà e ora ci auguriamo risposte in tempi brevi» dalla Banca d’Italia. Mentre poche ore prima, questa volta a Firenze, il neopresidente di Finsoe, Turiddo Campaini, aveva parlato diversamente: «Non escludo l’ingresso di altre cooperative nell’azionariato del Monte dei Paschi, anzi me lo auguro». Frase pesante perché pronunciata nelle vesti di numero uno della holding che controlla Unipol. Le sue preferenze sono per Mps e passano dal rafforzamento dell’intreccio tra mondo cooperativo e Unipol con la banca senese (Unicoop è già socia di Siena, con il 2,4% e Campaini siede nel consiglio di Rocca Salimbeni). Strano però, visto che nel comunicato della stessa Finsoe, oltre all’arrivo di Campaini, si legge che «il cda ha ribadito la volontà e la determinazione di proseguire nell’attuazione del progetto di integrazione Unipol Bnl».
La differenza parte da lontano: sostenitore dalla prima ora dell’Opa Bnl è Stefanini, contrario fin dal primo momento, invece, Campaini. Il quale, anche se non lo dice perché deve aspettare il verdetto di Bankitalia, punta a rivedere l’intera operazione, magari salvando la joint venture Bnl Vita (50% Unipol, 50% Bnl). E questa volta lo potrà fare dalla poltrona di presidente Finsoe e non solo come uno dei soci di Unipol. «Finsoe deciderà di comportarsi come il movimento cooperativo indicherà e non sulla base delle decisioni del vertice di Unipol», dice Campaini. Che poi sottolinea: «Il mio no a Giovanni Consorte parte da lontano, da prima di Bnl, ed è un no alla governance di Unipol» dove tutti i poteri erano nelle mani di un uomo solo. Consorte era presidente e ad di Unipol, presidente e ad di Finsoe. Il senso del riassetto di vertice deciso tra giovedì e ieri è quello di riequilibrare gli assetti con tre vertici distinti in cui sono stati nominati tre diversi rappresentanti del mondo delle coop. In Holmo (che controlla Finsoe) è arrivato il presidente Mario Zucchelli (altra grande coop di consumo, la Estense), in Finsoe Campaini e in Unipol Stefanini.
L’idea di Campaini e delle coop toscane è ora quella di proporre Mps (che è anche il secondo azionista di Finsoe, dopo le coop), come alternativa strategica per lo sviluppo di Unipol: «Siamo entrati in Mps con due obiettivi: estendere il radicamento sociale di una grande banca e mettere insieme due realtà attuando le sinergie possibili all’interno dei nostri rispettivi azionariati». Ma Campaini va anche più in là, confessando la sua ambizione: «Vedere crescere le sinergie operative e la solidità di Unipol e Mps operando nella finanza, ma in sintonia con l’interesse del movimento cooperativo». L’esempio già c’è ed è la società Integra di credito al consumo, partecipata da Unicoop e Mps pariteticamente.
L’impressione è che, in attesa della decisione di Bankitalia, i cooperatori si vogliano tenere aperte due strade. E di conseguenza verrà scelto anche il prossimo amministratore delegato di Unipol. Uno che, dice Campaini, questa volta «potrebbe anche venire dall’esterno. Lo valuteremo in tempi brevi». A sceglierlo saranno Stefanini e il suo vice Vanes Galanti, che da ieri sono stati nominati anche amministratori delegati in attesa di «trovare la situazione più adatta» alla compagnia, ha detto Stefanini, senza escludere né un manager esterno, né la possibile scelta di una coppia di ad. L’attuale direttore generale Carlo Cimbri resta in corsa, ma è stato l’unico alto dirigente del gruppo a non venire in sala stampa.
Ma ieri è stata anche la giornata dell’addio di Consorte e Sacchetti. Il primo è intervenuto al cda di Unipol e ha tenuto a ricordare i risultati ottenuti in questi suoi 25 anni bolognesi. E certo fa impressione, nel comunicato ufficiale, non leggere neanche una parola di ringraziamento da parte della compagnia. Stefanini ha detto che «non abbiamo svolto considerazioni di questo tipo». Ma ha anche aggiunto che parlare di azione di responsabilità «è fuori luogo. In questo momento». Si vedrà.