Unipol, prime dimissioni in Regione

Claudia Passa

«Sembra strano...». Ha esordito così l’ex ministro Angelo Piazza (Sdi) spiegando la sua decisione di lasciare la Regione Lazio dopo la telefonata-shock con l’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte. Ma alla Cdl «strano» l’addio di Piazza alla super-consulenza (gratuita) per la riorganizzazione delle partecipazioni regionali non è sembrato affatto. Piuttosto, il primo atto visibile di una «feroce faida» all’interno della maggioranza guidata da Piero Marrazzo.
Ma facciamo un passo indietro. Per comprendere il gesto dell’ex ministro del governo D’Alema occorre riavvolgere il nastro al 9 luglio scorso, quando conversando con Consorte a proposito di un intervento di Rutelli contrario all’Opa Unipol/Bnl Piazza tranquillizzò l’interlocutore sulla posizione dell’amico Marrazzo. «Poi - disse l’esponente Sdi all’ex presidente Unipol, riferendosi al governatore del Lazio - (parola incomprensibile) può valutare chi gli ha dato una mano...».
Quando l’intercettazione è diventata di pubblico dominio, la Cdl ha chiesto (invano) all’ex giornalista della terza rete Rai chiarimenti sulla presunta «mano» ricevuta da Consorte. Ma a distanza di poche settimane il «caso Unipol-Marrazzo» ha mietuto la sua prima «vittima». Angelo Piazza, per l’appunto, che commentando la sua decisione ha affermato: «Sembra strano che si accetti un incarico gratuito per spirito di servizio e che poi per sensibilità istituzionale ci si dimetta. Eppure sono qui le ragioni della mia scelta, fatta nonostante il governo regionale mi avesse chiesto di andare avanti». Nel momento in cui - sottolinea Piazza - «mi è stato ingiustificatamente attribuito un ruolo politico sul tema delle società regionali, che nulla ha a che vedere con la funzione tecnica e scientifica che ricoprivo da quando ho accettato l’incarico, ho deciso di fare un passo indietro».
Per la prima volta, Piazza spiega perché ha taciuto finora: «Essendo avvocato di Unipol e di altre cooperative io ero e sono nella vicenda uomo di parte per dovere professionale e deontologico. Non ho mai parlato perchè operavo come avvocato di una parte e sono tenuto ad un dovere di riservatezza».
Immediate le reazioni nella Cdl. «Avevo ragione - ha detto il vicepresidente del consiglio regionale Andrea Augello (An) - a sollecitare una dichiarazione di Marrazzo per capire il senso di quel terribile scambio di battute tra Piazza e Consorte. Si è preferito tacere, e oggi dobbiamo registrare l’imbarazzante uscita di scena di Piazza, costretto a lasciare il campo da un clima irrespirabile e sacrificato ad una feroce faida interna all’attuale maggioranza». E ancora. «Di cosa è politicamente colpevole Piazza - si chiede Augello -? Di essere stato il legale di Consorte? Molta gente più in vista di lui esibiva, ancora qualche settimana fa, legami politici e personali altrettanto forti con il presidente di Unipol. Lo stesso Marrazzo, immagino in totale buona fede, considerava Consorte come un’amicizia importante e qualitativamente apprezzabile».
Altrettanto duro il capogruppo di An Fabio Rampelli, per il quale «le dimissioni di Piazza dimostrano che sulla questione morale la sinistra è stata presa con le mani nel sacco. L’ex ministro - continua Rampelli - non ha potuto far altro che rassegnare le dimissioni da responsabile della commissione sul riordino delle società a partecipazione regionale». Il fatto che Marrazzo gli avesse affidato questo ruolo, aggiunge l’esponente di An, «visto che intorno a queste holding gravitano interessi, clientele, progetti di sviluppo per il lavoro e fondi europei per centinaia di milioni di euro, ci lascia intendere in favore di chi Marrazzo avesse abdicato, i Ds e il mondo cooperativo».