Unipol puntella la Banca Assegno da 100 milioni

Unipol rafforza la controllata Unipol Banca con un aumento di capitale infragruppo da 100 milioni e getta le basi per migliorare la gestione del portafoglio crediti del braccio bancario. La mossa è stata decisa ieri dal consiglio di amministrazione della compagnia bolognese insieme all’approvazione della semestrale: a fine giugno l’utile netto si è attestato 57 milioni, rispetto alla perdita di 26 milioni segnata un anno fa.
Con i cento milioni versati della holding, Unipol Banca solleva il Core Tier 1 al 7,4%, in vista della stretta di Basilea 3; l’operazione non impatta sul margine di solvibilità del gruppo. La società guidata da Pierluigi Stefanini e Carlo Cimbri ha inoltre deciso di coprire il rischio su alcune posizioni immobiliari della banca (il totale dei crediti deteriorati è pari a 550 milioni) e ha riorganizzato il settore crediti, accorpando tutta l’area crediti della controllata Unipol merchant in Unipol Banca, così da creare un unico centro di controllo.
La semestrale sconta comunque l’aumento dell’Irap previsto in Finanziaria (19 milioni di maggiori imposte), escludendo le quali il risultato netto consolidato sarebbe stato di 76 milioni. La gestione industriale assicurativa prosegue in linea con gli obiettivi, ma Unipol ammette che è difficile prevedere l’evoluzione delle Borse e i relativi effetti economico-patrimoniali. Di certo l’aumento dell’Irap, a cui Unipol attribuisce un impatto pari a 25 milioni sia quest’anno sia il prossimo, riduce da 250 a 225 milioni l’utile netto previsto dal piano industriale per il 2012. In dettaglio a fine giugno, il business Danni ha un combined ratio del lavoro diretto pari al 99%, che conferma il recuperare redditività avviato nel 2010, mentre la raccolta premi diretta è salita del 6,2% a 2,19 miliardi, di cui 1,32 miliardi nell’auto. A perimetro omogeneo, senza quindi l’apporto del gruppo Arca, l’incremento rispetto al primo semestre 2010 sarebbe stato dell’1,9 per cento. Il settore Vita è invece rimasto sostanzialmente stabile con premi per 915 milioni. Considerando l’apporto di Arca Vita e Arca vita international - non consolidate nei primi sei mesi del 2010, la raccolta salirebbe del 46,3% a 1,35 miliardi.
Davanti alla guerra in corso contro il debito pubblico italiano, Cimbri ha sottolineato di auspicare l’adozione da parte del governo e delle Authority,«delle misure necessarie a contrastare le attuali avversità e a consentire agli operatori del settore assicurativo di confermare la fiducia verso gli investimenti nello Stato italiano».