Unipol scopre le carte per la conquista di Bnl

Felice Manti

da Milano

Bnl, siamo al duello finale. Stamattina Giovanni Consorte, numero uno di Unipol, guiderà a Bologna il cda della società assicurativa, e poi a cascata tutti quelli della catena di controllo (Finsoe e Holmo). Consorte illustrerà i dettagli del piano di acquisto di una quota intorno al 25% di Bnl in mano a Francesco Gaetano Caltagirone e gli immobiliaristi per 2,7 euro (o poco più) per azione.
Il «contropatto» detiene il 27,48, ma il 2,48%, secondo fonti finanziarie, potrebbe restare ai fratelli Lonati, che appoggerebbero l’operazione restando direttamente soci di Bnl. Il pacchetto del 25%, del valore di 2 miliardi, verrebbe acquistato da una newco, una società creata ad hoc da Consorte e dalla cordata di banche e cooperative che finanziano l’operazione. I due miliardi arriveranno dalle ricapitalizzazioni di Unipol e delle controllanti Finsoe e Holmo. Alla ricapitalizzazione non parteciperanno alcuni soci importanti come UniCoop Firenze e Mps, azioniste rispettivamente di Holmo e Finsoe, che da tempo hanno manifestato il loro dissenso nei confronti dell’operazione.
La newco sarebbe partecipata al 10% da Unipol, che ha già in mano il 14,9% di Bnl, mentre il restante 90% verrebbe distribuito, in percentuali ancora da definire, ad alcuni azionisti Unipol come Hopa di Chicco Gnutti e alle banche italiane e straniere che partecipano all’operazione: Crédit Suisse, Deutsche Bank, Dresdner, Nomura, Bper, Carige e Popolare Vr-No. Dovrebbero entrare nell’azionariato della newco, secondo quanto anticipato ieri dal Corriere della Sera, anche quattro cooperative: Coop Adriatica, Coopestense, Novacoop e CoopLiguria, azionista di Carige.
A questo punto per Unipol, che tra partecipazioni dirette e indirette avrebbe più del 30% di Bnl, scatterà l’obbligo di Opa sulle quote rimanenti, a un prezzo inferiore intorno ai 2,5 euro.
Agli spagnoli di Bbva sembrano rimanere tre opzioni: ricorrere alle vie legali contro una sostanziale contro-Opa non dichiarata, rilanciare l’offerta dell’Ops da 2,6 euro o abbandonare definitivamente il sogno di scalare Bnl. La strada più percorribile sembra essere la prima, anche perché agli spagnoli si assocerebbe l’attuale numero uno di via Veneto, Luigi Abete, secondo il quale tutta l’operazione Unipol sarebbe sostanzialmente «fuorilegge». Resta da chiarire il ruolo di Generali, azionista del patto di sindacato Bnl insieme a Bbva e Della Valle. Dopodomani è convocato il cda del Leone alato. Non è escluso che la compagnia assicurativa triestina decida di uscire dal patto e cedere le proprie quote a Unipol.