Unipol, slitta l’aumento di capitale per Bnl

La Consob ha chiesto documenti integrativi. Problemi tecnici sul prospetto informativo. Il nodo dello sconto preteso dalle banche

Marcello Zacché

da Milano

Slitta alla prossima settimana il varo dell’aumento di capitale di Unipol. Il consiglio non si riunirà oggi, come il presidente e ad Giovanni Consorte sperava, ma giovedì prossimo, per dare il via libera all’operazione da 2,6 miliardi finalizzata al lancio dell’Opa su Bnl. La Consob, secondo ricostruzioni ufficiose, avrebbe richiesto alla società una documentazione integrativa, che richiederà qualche altro giorno di lavoro ai vertici della compagnia. Che ieri sono rimasti riuniti tutto il pomeriggio per lavorare all’operazione.
Lo slittamento, secondo fonti questa volta ufficiali della società, è legato alla stesura e all’esame Consob del prospetto informativo, il primo che deve spiegare una ricapitalizzazione rispettando il regolamento attuativo della nuova direttiva Ue, relativa proprio ai prospetti. Una «prima volta» che avrebbe creato qualche problema. In ogni caso i tempi del lancio dell’Opa, prevista entro la prima quindicina di novembre, dopo l’ok di Isvap e Bankitalia, attesi per fine ottobre, non dovrebbero subire variazioni.
In realtà il rinvio concederà a Consorte qualche giorno in più anche per riflettere sul prezzo delle azioni di nuova emissione. O, meglio, sullo sconto che le banche invitate a guidare il consorzio hanno chiesto a Unipol per garantire l’operazione.
Ieri il titolo ha chiuso a 3,15 euro, in lieve rialzo, in linea con i livelli di queste settimane. Di fronte a un aumento che quasi raddoppierà la capitalizzazione del gruppo (oggi di 2,8 miliardi), e che presenta comunque profili di rischio (le incognite sulla «solvency»), le banche del consorzio avrebbero chiesto uno sconto in linea con la media di queste operazioni, pari al 25%. I leader del consorzio (Crédit Suisse, Deutsche Bank e Nomura, i tre istituti stranieri che hanno affiancato Consorte nell’Opa, a cui potrebbe aggiungersi per gli stessi motivi la Popolare dell’Emilia) avrebbero puntato a un prezzo d’emissione intorno a 2,5 euro. Per Consorte significherebbe emettere una montagna di azioni ordinarie, la maggior parte delle quali (il 52%) vanno sottoscritte da Holmo, la finanziaria delle cooperative, per non diluirsi. Per questo Unipol avrebbe invece concordato uno sconto minore, ma comunque più alto di quel 15% proposto l’anno scorso per la ricapitalizzazione richiesta per comprare Winterthur, avvenuta a 3,4 euro, a fronte di un valore del titolo che allora era intorno a quota 4. Per conoscere il punto di equilibrio raggiunto bisogna aspettare un’altra settimana.