Unipol studia il dossier Mps

Stefanini: «È una delle ipotesi». Tra un mese piano industriale e nuovo amministratore delegato

da Luogo

Prima frena: «È prematuro oggi parlare di alleanze con questa banca o quella istituzione finanziaria». Poi apre uno spiraglio: MontePaschi «è un interlocutore importante» e «farà parte di quelle riflessioni che stiamo facendo sulle prospettive di crescita». Pierluigi Stefanini, presidente di Unipol, ha dedicato ieri al «dossier Mps» buona parte dell’assemblea dei soci, fortemente interessati all’argomento dopo le dichiarazioni di Turiddu Campaini, numero uno di Unicoop Firenze e di Finsoe, favorevole a un’aggregazione tra Bologna e Siena.
Dalle parole di Stefanini, che si è detto «onorato di far parte del cda di MontePaschi», è sembrato tuttavia di capire che Unipol sta ancora sfogliando la margherita delle possibili alleanze. Un rebus che certo non verrà risolto a giugno, quando sarà presentato il nuovo piano industriale e scelto il nuovo amministratore delegato (ma non è esclusa la doppia soluzione) cui spetterà il compito di far dimenticare la gestione Consorte-Sacchetti, anche se per il momento l’indagine di Deloitte, tesa ad accertare l’esistenza di danni patrimoniali derivanti dal tentativo di scalata a Bnl, non ha evidenziato «aspetti di rilievo», come ha reso noto Stefanini. «Ci fa un certo piacere - ha aggiunto - che fino a ora non emergano elementi sull’esercizio 2005. Non sta comunque a noi fare il bilancio delle scelte di Consorte». Da quanto si è appreso, l’ex presidente avrebbe voluto partecipare all’assemblea come semplice socio, ma ha poi preferito disertare la riunione visto che la comunicazione dell’esito (peraltro ancora parziale) dell’indagine di Deloitte è arrivata troppo tardi.
Per quanto riguarda il futuro ad, parte dell’assemblea ha già espresso un proprio orientamento indicando ieri l’attuale direttore generale, Carlo Cimbri. Sull’argomento, Stefanini è rimasto abbottonato, limitandosi a ricordare l’impegno «a presentarci con un assetto manageriale coerente» entro giugno, «con una distinzione tra gli azionisti e il management». La diffusione del piano industriale sarà importante anche per capire quante risorse (e in quale direzione) saranno destinate alla crescita nel settore assicurativo e bancario. Unipol dispone di oltre 4 miliardi di liquidità, di cui 2,6 derivanti dall’aumento di capitale varato a suo tempo per l’Opa Bnl. Cimbri ha comunque spiegato che in Italia, nel comparto delle polizze, non vi sono opportunità di acquisizioni, mentre nel settore bancario il gruppo ha già un piano di sviluppo che punta a 450 filiali di Unipol Banca nel 2010 e che «può essere raddoppiato, accelerato e che richiede capitali».