Unirsi, un nuovo modello per garantire credito e voce alle piccole e medie imprese

RomaSuperare il modello verticale della rappresentanza delle imprese, fatto di verticismo e di politica, per proporre un progetto alternativo e orizzontale che non contrapponga lavoro e capitale. È questo l’obiettivo di Unirsi, un nuovo patto federativo che amalgamato quattro associazioni imprenditoriali (Acai, Confimprese Italia, Confeuropa Imprese e Valore Impresa) e tre network sociali (Fenalc, Ageing society e Anta) per fare massa critica e avviare un nuovo percorso che curi gli interessi di 190mila aziende e oltre 5,2 milioni di iscritti.
«Unirsi - ha spiegato il coordinatore Gianni Cicero, presidente di Valore Impresa - non è un sindacato di imprese, non è caratterizzato da nessun personalismo e da nessuna strumentalizzazione politica, è un incontro tra sistemi di rappresentanza diversificati e operanti in vari settori, dall’economia al sociale». Lo scopo è semplice: «dare un segnale forte e chiaro alla politica e alle vecchie logiche della rappresentanza, che fino ad ora non hanno fatto il bene né delle imprese né del sociale».
Anche se non apertamente manifestato, l’oggetto della critica di Unirsi è il sistema della rappresentanza imprenditoriale modellato sulla forma di Confindustria, nella quale le istanze delle grandi aziende confliggono e in molti casi prevalgono su quelli delle Pmi. Le quali a loro volta non ricevono dal sindacato la stessa collaborazione rivolta alle imprese di maggiori dimensioni.
«Il partito dell’economia e del sociale scende finalmente in campo, con l’impegno di giocare la partita politica con chi condividerà la nostra missione e i valori; incentiveremo il confronto su temi veri e concreti a favore dell’impresa e della società del fare», ha aggiunto Cicero sottolineando che «molti ne hanno parlato e nessuno lo aveva fatto finora». Le istanze sociali, infatti, saranno parte integrante delle battaglie di Unirsi. «Siamo 190mila imprese e 5 milioni di uomini, donne, giovani, anziani, accomunati dalla necessità di recuperare il rapporto tra mondo delle Pmi e mondo sociale, realtà che hanno entrambe la famiglia e i suoi valori al centro della loro mission».
E che non si tratterà della solita aggregazione di associazioni, nata allo scopo di far fare bella figura ai presidenti lo dimostrano le iniziative in cantiere: un numero verde a disposizione delle Pmi alle quali vengono negati i fidi senza motivo e una grande manifestazione che si terrà entro l’inizio del 2010.