Un'isola affollata di orrori, colpe e (forse) redenzioni

C'era una volta un'isola in Finlandia, si chiamava Själö, ma al posto del castello sfoggiava un manicomio. Vi rinchiudevano donne inaccettabili. Malate. Prostitute. Reiette. Questa storia delicata e terribile comincia da una ricerca d'archivio nel 2015, si dipana tra il 1891 e il 1991, s'intreccia alla pagina nera finlandese ed europea quando i governi, negli anni Trenta, tentavano l'alchimia della razza «migliore». L'ha scritta Johanna Holmström, che si dice certa che «lo scrittore va dove nessuno guarda vede il labirinto, vuole capire dove abita il Minotauro». Non è poco.

Davide Brullo