Un’unità di crisi nell’albergo della «dolce vita»

Un’atmosfera surreale, lontana anni luce dai fasti di quella «Dolce Vita» che forse la comitiva di agenti commerciali turchi, i più bravi della Ford nella loro terra combattuta tra aneliti religiosi, sviluppo e povertà, aveva sognato a occhi aperti arrivando sabato mattina a Roma, alloggiata all’Hotel Westin Excelsior di via Veneto. Alle luci degli sfavillanti saloni, dei ridondanti tendaggi e delle lussuose suite, si è ben presto sostituito il più cupo silenzio. «Appena appresa la notizia - spiega il direttore dell’albergo, Paolo Lorenzoni - ci siamo subito attivati per dare un sostegno a questa gente, fino a poche ore prima così spensierata e felice. Lavoratori premiati per il loro impegno professionale, catapultati all’improvviso in una specie di film dell’orrore». In una manciata di minuti la hall e il bar della struttura da «mille e una notte» si trasformano in una piccola unità di crisi. Tutti si danno un gran da fare. Sul posto vengono inviate coperte, bevande, cibo per i superstiti. Il personale cerca per quanto po’ di smistare le prime notizie. Tra i reduci della catastrofe il primo a rimettere piede all’Excelsior, ieri pomeriggio, dimesso dall’ospedale San Carlo di Nancy, è Niyazi Aydogan, 45 anni. Parla solo turco, è ancora sotto choc, lo sguardo perso nel vuoto. Chi rimane nel grande salone all’ingresso parla a bassa voce, quasi a non volere infrangere il rispettoso silenzio. I cronisti vengono tenuti a debita distanza. Intanto, arrivano i primi sommari bollettini dei feriti. C’è chi aspetta di conoscere le condizioni degli amici. Molti si muovono a piccoli gruppi, fanno il giro degli ospedali, si chiamano tra loro per tenersi aggiornati. «Tornerò in Italia - racconta Iamail Kanakas che martedì aveva saltato l’appuntamento con la serata di gala a Villa Miani - questa tragedia poteva capitare ovunque». Tra i corridoi del Santo Spirito l’altra notte un altro autista collega di Amedeo Cellini, il conducente del pullman precipitato, anche lui a Villa Miani, diceva: «È uscito dal cancello, è caduto giù dritto senza curvare. Ora l’importante è che i feriti riescano a salvarsi». Ieri, dopo le 13, con due voli charter da Ciampino i rappresentanti Ford sono ripartiti alla volta di casa. All’Excelsior ne sono rimasti circa 25. Mentre si attendono i parenti delle vittime e dei ricoverati. «Li ospiteremo gratuitamente - dicono dall’albergo - questo dramma cancella qualsiasi altra cosa».