"Unità d'Italia, storia millenaria frutto di diversità"

Il messaggio di Berlusconi per le celebrazioni del 17 marzo: "L’unità d’Italia non ha 150 anni, è una storia millenaria, frutto di una civiltà e di una tradizione senza paragoni,
che in gran parte affonda le proprie radici nella storia della civiltà cristiana. Siamo nazione, popolo, comunità
culturale e spirituale italiana prima ancora della conquista dell’unità dello Stato italiano"

Roma - "Senza la memoria del nostro passato, della nostra storia, della nostra cultura, senza la memoria delle vicende storiche che hanno portato all’unità d’Italia, saremmo tutti più deboli, poveri e soli di fronte al futuro". Così inizia il messaggio del premier Silvio Berlsconi, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. "Quest’anno celebriamo i 150 anni della conquista dell’unità nazionale. Ma l’unità d’Italia non ha 150 anni, è una storia millenaria, frutto di una civiltà e di una tradizione senza paragoni, che in gran parte affonda le proprie radici nella storia della civiltà cristiana. Siamo nazione, popolo, comunità culturale e spirituale italiana prima ancora della conquista dell’unità dello Stato italiano".

Una storia dagli influssi universali "La nostra storia - proegue Berlusconi - è unica perché da un lato, dall’antica Roma, dal cristianesimo, fino al Rinascimento e all’umanesimo, la nostra storia è una storia dai significati e dagli influssi universali, e dall’altro lato, la caratteristica del nostro Paese è di avere storie diverse, tradizioni diversificate e multiformi. Sono appunto queste storie diverse, questa pluralità e questa ricchezza incredibile di storie, che hanno prodotto il patrimonio culturale e artistico per cui siamo ammirati nel mondo, e che hanno reso grande l’Italia".

La festa nel rispetto delle diversità "Perciò - prosegue il presidente del Consiglio - nel programma delle celebrazioni abbiamo previsto delle iniziative che consentiranno di dare valore anche alle differenze e far sì che ogni frammento dell’universo italiano trovi il modo di valorizzare se stesso. Tutto questo però - prosegue Berlusconi - nel più rigoroso rispetto dell’unità dello Stato nazionale, nella consapevolezza che questa unità è il frutto più alto di queste diversità. Il valore della memoria con la celebrazione del 150° anniversario della nostra unità nazionale è oggi una condizione essenziale per consolidare la nostra democrazia, per rafforzare la coesione nazionale e per affrontare le sfide che riguardano il nostro domani. Abbiamo le qualità e le risorse che ci fanno guardare con fiducia al futuro".

La culla della civiltà  "Siamo legati - prosegue Berlusconi - da indissolubili vincoli di storia, di tradizioni e di lingua. Siamo accomunati dai valori della democrazia e della libertà. Siamo fieri di essere stati la culla della civiltà occidentale e della sua cultura. Per tutto questo - conclude il premier - siamo orgogliosi di essere italiani ed abbiamo deciso di proclamare Festa nazionale il 17 marzo del 2011, in concomitanza con il 150° anniversario dell’unità d’Italia"