«Unità senza precedenti tra laici e cattolici»

nostro inviato a Rimini
«Negli ultimi mesi si è registrata una convergenza straordinaria e senza precedenti tra laici e cattolici per la difesa della ragione e della libertà. Una lezione a tanti che si dicono laici ma che in realtà sono laicisti». Raffaello Vignali, presidente della Compagnia delle Opere dal settembre 2003, fa un bilancio «certamente positivo» della ventiseiesima edizione del Meeting di Rimini che si chiuderà oggi. Perché – spiega – «siamo riusciti a porre l’attenzione sul tema della libertà come esperienza e non come idea» e «le presenze qui al Meeting sono in crescita rispetto alle scorse edizioni». Sulla calorosissima accoglienza riservata ai laici Marcello Pera e Giuliano Ferrara, Vignali non ha tentennamenti: «Abbiamo dato il nostro benvenuto a chi si è schierato nel dibattito sulla fecondazione, compreso Francesco Rutelli».
Nei giorni successivi all’intervento del presidente del Senato si è detto e si è scritto che Cl ha preferito prenderne le distanze. È vero?
«Pera ha fatto scelte coraggiose, coerenti con la Costituzione e in difesa dello Stato laico. Il suo intervento va letto attentamente e senza estrapolarne dal contesto solo qualche parola. Giuseppe Pisanu ha contribuito a chiarire i concetti espressi da Pera».
In verità, tutti o quasi hanno letto i due interventi, quello del presidente del Senato e quello del ministro dell’Interno, in maniera contrapposta. Lei si riconosce di più nelle parole di Pera o di Pisanu?
«Entrambi hanno sottolineato il valore dell’identità e della sicurezza senza le quali non può esserci dialogo».
Si è molto discusso dell’incontro tra Roberto Formigoni e Francesco Rutelli. Prove tecniche di grande centro o la ricerca di un modo nuovo di fare politica?
«Formigoni e Rutelli hanno dimostrato che su alcuni grandi temi - penso al welfare, all’educazione, alla ricerca – è possibile lavorare insieme nella chiarezza delle diverse posizioni. “La politica è l’arte del compromesso”, diceva il cardinale Ratzinger».
Ma lei pensa davvero che dopo le elezioni lo schieramento vincente sarà disponibile a riforme bipartisan?
«Io penso che non si deve aver paura di essere uniti per dare risposte al Paese».
L’annoso dibattito su Cl - sta con il centrodestra o con il centrosinistra - resta ancora senza una risposta?
«La risposta è che noi stiamo con chi difende la libertà».
C’è chi sostiene che il Meeting di Rimini è ormai diventato una kermesse con troppi sponsor e poca spiritualità.
«L’avventura della vita è verificare cosa c’entri Gesù Cristo con la moglie, i figli, il lavoro, la politica, la finanza. Ci interessa tutto quello che è umano e non c’è niente che nella vita non possa essere affrontato».
Il titolo di questa edizione del Meeting è tratto da una frase del Don Chisciotte di Cervantes, una scelta sulla quale ci sono state un po’ di polemiche...
«Consiglio a tutti di leggere il Don Chisciotte pubblicato dalla collana diretta da don Giussani per i tipi della Bur».
Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) c’è stato un incontro tra don Carrón, guida di Comunione e liberazione, e Benedetto XVI. Il Papa è stato invitato formalmente al Meeting del prossimo anno?
«Noi speriamo con tutto il cuore che possa essere qui. Nelle scorse edizioni è sempre venuto e ci ha accompagnato come un padre. Sei mesi fa il cardinale Ratzinger celebrò l’orazione funebre di don Giussani, questa è casa sua».