UNITI CONTRO OGNI RELATIVISMO

L’articolo che leggete qui sopra è stato pubblicato sull’ultimo numero del settimanale della Curia. E abbiamo deciso di ripubblicarlo integralmente perchè ci riguarda e ci sembra giusto che anche tutti i nostri lettori possano valutarlo.
Abbiamo ospitato e continuiamo ad ospitare i pareri di Peppino Orlando, teologo che non fa mai mistero delle sue idee, anche le più controcorrente, anche se non sempre le condividiamo al cento per cento. Anzi, a volte, non le condividiamo per nulla. Ma, per Peppino così come per molti altri amici, crediamo che dare voce a tutte le voci, anche a quelle che non si condividono in pieno, sia un arricchimento per tutti.
Per quanto riguarda le critiche ad alcuni sacerdoti genovesi che spesso ospitiamo e a cui diamo voce, sinceramente crediamo che - anche in questo caso - il dialogo arricchisca. Don Silvio scrive che «i preti ubbidiscono». Ma, forse, non sempre è così. Forse non per tutti è così.
E ci pare che segnalare i casi in cui - ovviamente secondo noi - non è così, faccia parte del nostro mestiere. Ad esempio, non ci fa piacere vedere il nome di preti genovesi sotto manifesti internet in cui si vuole insegnare il proprio mestiere al Papa. O scrivere l’Osservatore romano. Ad esempio, non ci fa piacere vedere il nome di preti genovesi sotto appelli elettorali a favore di questo o quell’altro candidato, generalmente di stretta osservanza diessina. Rossa, non porpora. Ad esempio, non ci fa piacere vedere preti genovesi guidare manifestazioni guidate da disobbedienti con il pugno chiuso. Così come - da cattolici - non ci fanno piacere le esternazioni troppo libertarie su temi come l’aborto, la fecondazione assistita, i Pacs o la famiglia. Così come ci sembra giusto segnalare iniziative che ci sembrano quantomeno curiose, come i voti di alcuni cattolici del centrosinistra contro il crocefisso nelle aule. O l’indifferenza rispetto alle lezioni di Islam a bimbi della prima comunione in alcune scuole pubbliche della nostra Regione.
Ecco, quando leggiamo o sentiamo dichiarazioni di questo tipo, ci pare giusto segnalarle. E, quando è il caso, anche censurarle. Certo, il Giornale è un organo laico. Non è Il Cittadino. Ma, a volte, scavalchiamo Il Cittadino. Capita.
Se capita, lo facciamo perchè crediamo che la battaglia contro il relativismo, contro ogni relativismo, oggi sia un dovere. I nostri riferimenti sono il Papa e il cardinale Bertone.