Uniti nel nome del proporzionale

Gianni Baget Bozzo

Ferdinando Adornato è un grande tessitore ed è riuscito nell'impresa, da tanti giudicata impossibile, di creare un comitato per l'assemblea costituente del partito unitario. È una vera road map, con tutte le uscite di sicurezza e le entrate di opportunità possibili, aperta a tutte le soluzioni, anche al proprio insuccesso.
L'ingresso di Casini e di Follini nella riunione del Comitato di Todi che affrontava il tema del partito unitario è stata una comparsa. Il leader maximo dell'Udc e il suo acclamato segretario hanno ascoltato puntualmente le brevi parole di saluto di Berlusconi e la relazione di Ferdinando Adornato. Poi, appena gli applausi che avevano accolto la relazione del segretario della Fondazione Liberal sono cessati, ambedue si sono rapidamente alzati e hanno lasciato l'aula del dibattito.
Ma il progetto proposto sin dall'origine dal Comitato di Todi prende forma: i tre partiti hanno deciso di designare venti rappresentanti per ciascuno nel Comitato per l'Assemblea costituente insieme ad un'altra quarantina di rappresentanti della cultura e della società.
Il bello però è venuto durante il dibattito, quando l'Udc è passata dalla presenza alla voce e il parlamentare europeo, Paolo Cesa, gestore per il partito postdemocristiano dei rapporti con Adornato e il Comitato di Todi, ha enunciato la condizione unica che l'Udc pone per la nascita del partito unitario, cioè la riforma della legge elettorale della Camera dei Deputati con il sistema proporzionale.
La conclusione che si può immediatamente trarre da questo ultimatum è che il partito unitario non nascerà mai. Perché è difficile ottenere il consenso di tutta la Casa delle libertà a questa proposta. Domenico Nania, a nome di Alleanza nazionale, ha fatto le sue riserve al riguardo, anche se espresse in modo blando e non radicale. Resta il fatto che, dopo dodici anni di maggioritario e di bipolarismo, la proporzionale fa di nuovo la sua ricomparsa sulla scena politica italiana.
Non si sa nulla su quale proporzionale abbia in mente l'Udc ma, da dichiarazioni antecedenti, si può pensare al sistema tedesco con la soglia di sbarramento.
Pare però una soglia molto bassa, al 3%, in modo da non escludere nessuno dei partiti minori: dalla Lega a Rifondazione.
Che cosa penserà l'opposizione di questo singolare cambiamento? Certamente l'Udc ha preso i contatti con i partiti dell'opposizione ed evidentemente li avrà avuti con il suo dirimpettaio, la Margherita, che vive in una sorta di vita parallela con l'Udc, ambedue inclinate verso le posizioni di centro e profondamente integrate dalla lunga comune storia democristiana.
È difficile pensare che i Ds possano accettare una tale proposta anche se, nella proporzionale dell'Udc, fosse dato indicare il nome del presidente del Consiglio e quindi lasciare intatta la candidatura di Prodi. Però il maggioritario ha dato ai Ds il ruolo egemone nell'Unione, si fonda sul fatto che i postcomunisti sono il più forte partito organizzato del territorio nazionale, il più profondamente insediato nella società e nelle istituzioni.
È difficile immaginare come risponda il sentimento pubblico a un così vistoso ritorno alla Prima Repubblica e a una egemonia di fatto della componente democristiana. Non è un caso che il leader dell'Udc abbia chiamato i vecchi democristiani a ritornare in politica per rioccupare il loro posto. Il maggioritario venne deciso da un referendum che uomini della Dc avevano proposto. Si può pensare che la proposta di Cesa sia l'indicazione che l'Udc non vuole il partito unitario e abbia richiesto l'impossibile. I democristiani però sono realisti e si rendono conto del fatto che ciò che rende credibile la proporzionale è appunto la concentrazione, in una sola alleanza politica, quella dell'Unione, di tante forze politiche disparate, tutte minoritarie in se stesse e in cui l'egemonia diessina appare inevitabile.
Il bipolarismo ha prodotto la moltiplicazione dei partiti e rischia ora anche di moltiplicare i partiti locali, una versione inattesa del «federalismo all'italiana». Tuttavia il comitato per la Costituente nascerà il 29 luglio e Adornato potrà godere la sue meritate vacanze. L'autunno dirà se c'è stato veramente un parto estivo.
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