Un’università ai vertici della ricerca mondiale

«Nella nostra Università ogni scienza dev’essere presente al più alto livello» scrive il rettore Don Luigi Verzè nella prima pagina del web alla voce «Università Vita-salute San Raffaele». Ed è proprio in un momento drammatico del gruppo che non bisogna fare di tutt’erba un fascio, anzi, rivalutare tutto quello che c’è di buono. Come l’ateneo, appunto. Il motto di Don Verzè, del resto, è veritiero. Grazie all’università del San Raffaele si sono fatti passi avanti nella ricerca. Già, perché accanto alle facoltà di Psicologia e a quella di Filosofia, presso la quale insegna Massimo Cacciari, spicca quella di Medicina e chirurgia. E i collegati centri di ricerca che hanno prodotto decine di scoperte scientifiche negli ultimi anni.
Come quella della molecola che provoca il diabete mellito soprattutto in bambini e adolescenti. Importanti passi avanti fatti per la terapia genica su pazienti colpiti da leucemie e altre forme tumorali che fa regredire il tumore fino a farlo scomparire. I ricercatori hanno anche identificato nei topi una nuova cellula del midollo osseo in grado di partecipare alla rigenerazione del tessuto muscolare. Sempre sotto osservazione dei ricercatori l’Aids per cui è stato scoperto un anticorpo che protegge dal virus così come sono state rilevate nuove potenzialità delle cellule staminali adulte. Non è finita. Agli scienziati del San Raffaele è dovuta la scoperta del meccanismo genetico che scatena il mal di testa e passi avanti sono stati fatti per la cura della sclerosi multipla e della distrofia muscolare. Pochi anni fa è stato anche scoperto un legame tra un gene e la timidezza dei bambini e pure le proprietà della proteina contenuta nel lupino e i suoi impieghi nella cura del diabete di tipo 2. I ricercatori dell’Università Vita-Salute San Raffaele hanno anche dimostrato che la percezione del tempo da parte del cervello dell’uomo dipende pure da dove si guarda, come se il cervello avesse tanti orologi regolati a ritmi diversi a seconda degli stimoli visivi. Sempre sul cervello si è scoperto che chi ha un alto grado di istruzione o svolge un’attività intellettualmente impegnativa sviluppa una sorta di “cervello di scorta” che rallenta i sintomi della malattia. Gli studi sono tanti e tutti rilevanti e sono stati possibili grazie anche all’integrazione tra l’ospedale, la ricerca e l’università. Non a caso il San Raffaele è stato il primo istituto scientifico in Italia per numero di pubblicazioni scientifiche (785 lavori sulle maggiori riviste internazionali). Inoltre, l’interazione continua tra ricercatori e clinici specializzati in diverse aree della medicina, favoriscono il buon nome dell’ospedale che è diventato di riferimento in Italia, in Europa e nel mondo per lo studio e la cura di molte patologie. Specializzato in medicina molecolare, comprende aree di eccellenza nell’ambito delle malattie cardiovascolari e metaboliche, neurologiche, oncologiche, immunologiche, infettive e genetiche. Il San Raffaele, grazie all’intensa attività di ricerca, è divenuto nel tempo centro di eccellenza per numerose specialità cliniche e diagnostiche tra cui la cardiochirurgia (quasi 1400 interventi l’anno), l’urologia, la tomo terapia, il trapianto della cornea e delle isole pancreatiche.