Università, esclusi in rivolta bufera anche ad Architettura

Di fatto, ancora prima di dare inizio ai test di ammissione, l’Università di Genova quest’anno aveva già effettuato una prima «scrematura» dei candidati per i corsi a numero chiuso. Perché dopo il caso della Facoltà di Medicina - dove, una settimana fa, circa trenta aspiranti iscritti ad alcune lauree specialistiche sono stati rispediti a casa senza nemmeno aver avuto la possibilità di effettuare il test di ammissione - ora a protestare sono anche i respinti di Architettura. Anche loro sono circa una trentina, e anche loro non sono stati ammessi alle selezioni per non aver pagato nei tempi previsti il bollettino da trenta euro dell’iscrizione all’esame.
«Mi sono iscritta prima di partire per le ferie, ai primi di agosto - racconta una ragazza di 19 anni, esclusa delle selezioni ad Architettura -. Quando sono tornata ho saputo che si doveva pagare il bollettino entro il 29 agosto: ho pagato il giorno dopo e mi sono presentata al test del 3 settembre. Non potevo crederci che non mi avrebbero ammesso».
Invece, è andata proprio così. Anche ad altri trentuno ragazzi, tutti esclusi dalle selezioni. Qualche studente torna subito a casa, senza protestare più di tanto. Altri, invece, si dirigono verso la Presidenza, per cercare di trovare una soluzione: « Speravo di poterli ammettere con riserva - spiega Maria Benedetta Spadolini, preside di Architettura - Ma dagli uffici mi hanno fatto presente che non era proprio possibile, che avrei violato la legge. Mi è spiaciuto doverli mandare via, ma il bando parlava chiaro: bisognava effettuare il pagamento nei tempi previsti, pena l’esclusione».
Secondo la Preside di Architettura, però, «l’Ateneo ha comunicato bene: i ragazzi d’oggi sono tecnologici, ma devono imparare a leggere bene le regole». E invita tutti a ritentare l’anno prossimo: «Ma non buttate via un anno: iscrivetevi ai corsi di laurea (non a numero chiuso, ndr) che garantiscono più crediti, e fra un anno potrete chiedere di passare ai corsi che avevate scelto, e di farvi riconoscere gli esami già sostenuti».
Ma il modo in cui l’Università ha comunicato le procedure di ammissione ai test continua a destare dubbi tra gli esclusi: sono davvero stati tutti vittime di un abbaglio, visto che il numero degli aspiranti studenti respinti prima delle selezioni continua a crescere? Anche perché, fino all’anno scorso per pagare i bollettini non c’era una scadenza: la procedura è cambiata, e forse la comunicazione non è stata efficace.
Con queste motivazioni, un drappello di esclusi ieri sera si è riunito per far valere le proprie ragioni e decidere insieme il da farsi: «Ci sentiamo danneggiati, ma intraprendere un’azione legale non è una passeggiata, e così prima abbiamo deciso di incontrarci - spiega Giuseppina Mozzaglia, madre di una ragazza esclusa ai test di Medicina - Per ora siamo in undici, ma invito anche tutti gli altri esclusi a unirsi a noi. In modo che, insieme, si riesca a dimostrare che abbiamo ragione noi, e che non siamo tutti idioti».