Università, Gelmini: "I medici lavoreranno prima"

Il ministro dell'Istruzione: "I futuri medici lavoreranno tre anni prima. Potranno diventare medici tutti quelli bravi e non solo quelli che hanno alle spalle una famiglia capace di mantenere i figli per quasi dieci anni dopo la maturità"

Medici un anno prima, lo aveva anticipato in un'intervista al Giornale Maria Stella Gelmini, e ora è ufficiale. "I futuri medici lavoreranno tre anni prima. Potranno diventare medici tutti quelli bravi e non solo quelli che hanno alle spalle una famiglia capace di mantenere i figli per quasi dieci anni dopo la maturità. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini prosegue nelle rivoluzioni positive". È quanto afferma in una nota Giovanni Donzelli, portavoce della Giovane Italia e dirigente nazionale del Pdl, commentando le novità annunciate oggi dai ministri Gelmini e Ferruccio Fazio sul percorso delle specializzazioni di medicina. Anche Azione Universitaria "da sempre si è dimostrata a favore delle laure abilitanti e ha chiesto alle istituzioni di prodigarsi per rendere sempre più sottile la distanza tra l’università e il mondo del lavoro". Il coordinatore nazionale Andrea Volpi invita ora Gelmini "a proseguire su questa strada coraggiosa e a riformare tutti quei percorsi formativi che prevedono specializzazioni e tirocini obbligatori post lauream così da restare al passo con tutti gli altri paesi d’Europa e ridare importanza e lustro all’università italiana che non ha nulla da invidiare a quella del resto del mondo". Soddisfatto per il provvedimento anche Domenico Paternoster, consigliere nazionale degli studenti universitari eletto tra le fila di Azione universitaria e membro del Consiglio universitario nazionale: "Siamo in attesa - dice - che anche il tirocinio di tre mesi, che consente di accedere all’esame di stato, venga inglobato ufficialmente nei sei anni di studi così da concludere nel migliore dei modi un percorso che mira solo agli interessi degli studenti e al loro ingresso nel mondo del lavoro".