Università: otto provvedimenti cautelari per gli scontri

Obbligo di dimora, cioè un autentico coprifuoco: il divieto di allontanarsi da casa dalle 19 di ogni sera alle 6 del mattino successivo. Non solo: il vincolo di comunicare alla polizia giudiziaria, sempre e comunque, dove saranno rintracciabili. Sono questi i provvedimenti emessi ieri dal Tribunale capitolino a carico di otto protagonisti degli scontri avvenuti nelle ultime settimane tra le università di Tor Vergata e Roma Tre. Quattro ragazzi riconducibili a organizzazioni di estrema destra e quattro di estrema sinistra. Quattro aderenti a Blocco studentesco, il braccio giovanile di CasaPound, e 4 appartenenti a collettivi antagonisti, in particolare quello di Tor Vergata, «Lavori in corso».
«Un colpo al cerchio e uno alla botte», come sintetizza Francesco Polacchi, presidente del «Blocco Studentesco», che rivendica l’innocenza dei suoi ed è molto critico nei confronti della decisione del Gip Adele Rando: «Non è possibile confondere gli aggrediti con gli aggressori». Un concetto enfatizzato da Gianluca Iannone, leader di CasaPound: «Non c’è stata alcuna rissa. I ragazzi del “Blocco Studentesco” sono stati provocati e aggrediti a freddo e non hanno potuto fare altro che difendersi. Saremo riconosciuti innocenti solo nel momento in cui qualcuno di noi sarà assassinato». Alle misure cautelari si è arrivati al termine di una lunga indagine della Digos, che ha segnalato alla procura i nomi dei responsabili, alcuni di loro presenti in più di uno scontro.
Tutto è iniziato il 15 marzo presso la facoltà di Giurisprudenza di Tor Vergata, durante un’iniziativa voluta da studenti di estrema destra dal titolo «Popoli identitari». Un volantinaggio in contemporanea da parte dell’estrema sinistra avrebbe fatto scoppiare una rissa con cinque feriti, tutti del collettivo «Lavori in corso». Identico copione il giorno dopo, il 16 marzo ancora a Tor Vergata, con nuovi scontri e 27 denunce. Un mese di relativa quiete e poi la replica nella notte tra il 13 e il 14 aprile, stavolta di fronte alla facoltà di Lettere di Roma Tre. Protagonisti una decina di aderenti al «Blocco studentesco» che stavano attaccando dei manifesti e un folto gruppo del vicino centro sociale «Acrobax». In questo caso ad avere la peggio sono stati i ragazzi di destra: sette di loro sono rimasti feriti. I denunciati sono stati invece 18, 9 per parte.
E ieri, infine, sono arrivati i provvedimenti a carico di otto attivisti.
Protesta ancora Iannone: «Si tratta di una ricostruzione che finisce con l’accreditare l’ipotesi che a Roma sia in corso una lotta tra opposte fazioni. Non è vero. Nella capitale è invece in corso una campagna premeditata di aggressioni nei confronti del Blocco studentesco e di CasaPound: un piano preordinato per tentare di sottrarci ogni agibilità politica».