Università Risorgimento-mania in aula

Se nei Palazzi le celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia continuano a dare grattacapi e a dividere gli schieramenti tra favorevoli e contrari, nelle aule degli atenei la ricorrenza è riuscita invece a compattare docenti e studenti in un unico fronte pervaso di fervore risorgimentale. L’Unità d’Italia è infatti arrivata anche nelle università, con lezioni, seminari e proiezioni che vanno dalla storia alla letteratura fino al cinema e all’attualità politica.
Ai 150 anni dall’unificazione la facoltà di Lettere dell’università romana La Sapienza ha dedicato all’evento ben 20 corsi, più una dozzina fra Tor Vergata e Roma Tre. Non mancano i temi «classici» (la letteratura del Risorgimento, il ruolo dei romanzi di Foscolo e Ippolito Nievo, il tema dell’esilio), quelli meno «scontati» (il patriottismo nella storia dell’istruzione pubblica), senza trascurare le sperimentazioni e le contaminazioni. «Un’occasione per mostrare che ci sono tanti modi per affrontare questa ricorrenza, in maniera non prevedibile né retorica», commenta Beatrice Alfonzetti, docente di Letteratura teatrale alla Sapienza e responsabile d’ateneo della ricerca sull’Unità.
E, a giudicare dalle cifre, gli studenti sembrano apprezzare l’offerta: centinaia quelli che hanno partecipato ai tre giorni del convegno «L’Italia verso l’Unità» organizzato dai tre atenei romani la scorsa settimana e che ha visto la partecipazione anche del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma gli incrementi si registrano soprattutto a lezione. «Parlando coi colleghi, - dice Alfonzetti - molti hanno notato una partecipazione maggiore rispetto al solito».