Le Università si dedichino alla ricerca

Ci siamo occupati più volte in questa rubrica delle sette Università milanesi e soprattutto della necessità che possano dedicarsi alla ricerca, vero motore per la ripresa della competitività del nostro apparato industriale. Registriamo con soddisfazione l’attenzione che la nuova presidente di Assolombarda, la signora Diana Bracco, dedica a questa delicatissima questione. Va segnalata un’intervista a Il Sole-24 Ore, in cui la signora richiama alla necessità di un rapporto «brain intensive» tra imprese e università. È quello che andiamo sostenendo da tempo.
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Una buona e bella notizia. Ricercatori dell’Istituto europeo di oncologia di Milano hanno individuato molecole in grado di bloccare l’azione negativa di un enzima, chiamato scientificamente P66, che danneggia le cellule dell’organismo umano. Si potrà ottenere - questo il risultato positivo della scoperta - una durata maggiore della vita e soprattutto un allungamento della vita sana. La ricerca è stata realizzata anche grazie ai finanziamenti dell’Associazione per la ricerca sul cancro. La riprova che la scienza e la cultura, sostenute e incoraggiate, non creano illusioni ma conquiste.
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Un titolo singolare sul giornale di una sinistra intelligente e razionale, Il Riformista: «Santa alleanza tra Cdb e il Cav». Che mai vuol dire? Cdb è Carlo De Benedetti, e il Cav, ovviamente, è il Cavaliere Berlusconi. La «santa alleanza» consiste nel fatto che i due rivali, quasi storici potremmo dire, hanno deciso di mettersi insieme in una società per correre in soccorso di imprese in difficoltà. È un fatto positivo, non c’è dubbio. Solo una domanda: ma fino a ieri il Cavaliere non era il diavolo per la stampa controllata da Cdb?
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Ricevo questa lettera: «Berlusconi, leggo sui giornali, ha attaccato “l’euro di Prodi, che ha fatto irruzione - così ha detto - nelle case degli italiani e ci ha fregati tutti”. Ma che significa?». Significa, caro amico, che la sostituzione senza opportune contromisure della lira più che centenaria con l’euro ha provocato tensioni e scompigli sociali innegabili. Danni ne ha subiti i ceti medi, particolarmente le famiglie monoreddito. È una constatazione che, senza compiacenze verso nessuno, più volte abbiamo segnalato in questa rubrica.