Università, tasse alle stelle

Costerà sempre di più studiare all’Università: il consiglio di amministrazione dell'Ateneo genovese ha approvato l'aumento delle tasse per i redditi medio-alti. Tanto per dire: chi ha redditi familiari superiori ai 150mila euro lordi (circa 80mila netti) dovrà pagare circa 400 euro in più all'anno. Ma in futuro - promette il magnifico rettore Gaetano Bignardi - le tasse saranno parametrate anche al merito negli studi. La manovra, che prevede un aumento di 5 milioni di euro di entrate con i contributi studenteschi e aveva ottenuto il parere favorevole del senato accademico all'inizio della settimana, non tocca - spiega in particolare Bignardi - gli studenti con redditi più bassi, ma dovrebbe incidere soprattutto sulle famiglie con redditi medi e alti, con una ripartizione più equa tra le varie facoltà. Le modifiche si avvertiranno con il pagamento della seconda rata nell'aprile del 2007. «Era moltissimo tempo che non si razionalizzavano i contributi alle facoltà - sottolinea ancora Bignardi -. Abbiamo votato una riorganizzazione del finanziamento con un'equità tra tutti gli studenti, che chiedevano un ampliamento dei servizi». Il rettore aggiunge poi che nonostante la manovra «l'Ateneo si mantiene intorno al 16 per cento del contributo studentesco, contro il 20 previsto per legge».
A illustrare la manovra è stato il delegato agli studenti, professor Gaetano Gallinaro: «Il 20 per cento circa degli studenti che hanno la contribuzione massima (appartenendo a famiglie intorno a 150mila euro lordi all'anno o a quelle che non forniscono dichiarazione) pagheranno 400 euro in più; il 10 per cento sono i redditi minimi e avranno una diminuzione di 50 euro o continueranno a non pagare niente se sono sotto i 10mila euro; il 35 per cento di studenti tra la seconda e la quinta fascia (da 20mila euro circa a 36500 euro di reddito lordo) avranno una diminuzione di qualche tipo, tra i 18 e i 190 euro; e infine il rimanente 35 per cento con redditi tra i 50mila e i 100mila euro lordi avranno un aumento da pochi euro a 180 euro a seconda delle facoltà». Gli studenti hanno ottenuto che parte delle nuove entrate sia utilizzato per un'apertura maggiore delle biblioteche, più attrezzature tecnologiche e un’organizzazione complessiva dei servizi. «Grazie a un anno e mezzo di trattative un'operazione impopolare come l'aumento delle tasse ha portato ad una decisione condivisa e popolare - sostiene il delegato al bilancio, Claudio Brunelli - con un principio di equità rispetto al reddito e anche un'equiparazione tra le facoltà più simile a quella che troviamo in altri atenei, quindi a un parametro nazionale». Infine, la promessa solenne: in futuro sarà possibile premiare gli studenti più meritevoli con una diminuzione delle tasse. È questo il progetto del rettore Bignardi: «Entro un paio di anni, vedremo di regolare le contribuzioni non solo sul reddito ma anche sul merito, legandolo al profitto universitario». Questo «potrebbe incoraggiare chi s'impegna a terminare gli studi entro i tempi previsti e elevare il tasso di laureati».