Università, Tesoro: niente fondi per i ricercatori La riforma Gelmini slitta ancora a fine novembre

La ragioneria dello Stato boccia le modifiche apportate dalla Camera. Approvazione a rischio, se il governo non trova le coperture necessarie. L'esame slitta, approvazione del testo tra novembre e dicembre. Fli: &quot;Senza risorse votiamo no&quot;. Bossi: &quot;Meglio fondi per la ricerca che per le bombe&quot;<br />

Roma - Slitta la riforma dell'Università. La ragioneria generale dello Stato stronca le modifiche apportate dalla Camera, la cui approvazione a questo punto diventa a rischio, se il governo non riuscisse a trovare le coperture necessarie. Perché se il governo punta a tornare al testo del Senato, il partito Democratico e Futuro e Libertà si oppongono. Bocciata in particolare la norma sul piano di sei anni di concorsi per 9mila ricercatori universitari. Una norma che Fli considera, però, "dirimente".

I tempi Il testo passerà all’esame dell’aula non venerdì, come da programma, ma dopo la fine della sessione bilancio, non prima di fine novembre o inizio dicembre. La decisione è stata presa oggi nel corso di una riunione alla Camera tra i ministri del Tesoro e dell’Istruzione, Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini, la presidente della commissione Cultura Valentina Aprea, la relatrice Paola Frassineti, Fabrizio Cicchitto e Fabio Granata.

Slitta l'esame Slitta a venerdì nell’aula della Camera l’inizio della discussione generale sulla riforma dell’Università. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio in considerazione del fatto che sul testo manca ancora il parere della commissione Bilancio. L’inizio della discussione generale sul testo era inizialmente previsto per domani. Venerdì la discussione partirà "ove l’esame del testo sia stato concluso dalla commissione".

Granata: "Non votiamo la riforma" "Se il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, non garantirà le risorse neccessarie ad una riforma universitaria che tenga conto dei fondi indispensabili per la ricerca, il gruppo di Futuro e Libertà chiederà il ritiro del testo al Ministro Gelmini". Così il finiano Fabio Granata, deputato Fli e vice presidente della commisione antimafia. 

Bossi: "Meglio i soldi ai ricercatori che alle bombe" Meglio mettere risorse per la ricerca che per dotare di bombe gli aerei italiani impegnati in Afghanistan. È l’opinione di Umberto Bossi, conversando con i cronisti alla Camera che gli chiedono se si troveranno le risorse per la riforma dell’Università. "O si danno i soldi alla ricerca e all’Università, o per le bombe sugli aerei in Afghanistan: è una bella scelta", spiega il leader della Lega. Al suo fianco c’è Paola Goisis, deputata leghista componente della commissione Cultura, che non ha dubbi: "Meglio alla ricerca". E Bossi annuisce. Quanto alla missione in Afghanistan, "quando arriva a Tremonti, se non ha i soldi finisce lì...". 

Moroni: "Modifiche per noi fondamentali" "Le modifiche per noi sono fondamentali, soprattutto quella sui ricercatori - spiega la finiana Chiara Moroni - e quindi il Governo deve trovare la copertura. Altrimenti, non c’è alcuna fretta di varare la riforma, si può aspettare la Finanziaria".

Il Pd insieme ai finiani Sulla stessa linea il Pd, che con Massimo Vannucci spiega: "Piuttosto che raffazzonare un testo che non sta in piedi, addirittura rinviando la sessione di bilancio perchè è questo che il Governo sembra voglia fare, tutto consiglierebbe di approvare Bilancio e Finanziaria con risorse certe e poi discutere le modifiche nel merito". Il problema è che la scure della Ragioneria si è abbattuta con maggiore durezza proprio sul punto che più sta a cuore a Futuro e Libertà, ovvero l’assunzione dei ricercatori prevista nell’articolo 5 bis: oltre al parere contrario si contesta anche la quantificazione stessa dei costi, chiedendo l’acquisizione di una relazione tecnica. Ma praticamente tutte le modifiche sono state bocciate per mancanza di copertura: sulle circa 30 norme modificate, ben 20 hanno ricevuto parere negativo.