«Università in Triennale: la cultura del fare come nel Rinascimento»

Un grande campus all’americana dove la creatività possa essere istruita, sviluppata e applicata dalla culla alla tomba. È questo il grande sogno che da anni sta rincorrendo Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano, che ieri ha aggiunto un nuovo tassello al suo piccolo impero della cultura contemporanea: un corso di laurea con sede tra le pareti di viale Alemagna che sforni ogni anno dottori specializzati in Arti, Patrimoni e Mercati. Un progetto a cui sta lavorando da due anni con il rettorato dello Iulm e che ora vede la luce per 33 studenti all’anno i quali, proprio alla Triennale, potranno completare il biennio di specializzazione. E siccome il tempo è denaro, il giorno dell’inaugurazione delle aule è stata già un occasione per sperimentare il valore aggiunto di un progetto che ha lo scopo di fornire agli studenti gli strumenti in comunicazione, marketing, organizzazione di mostre, fund raising. Dopo il brindisi, i ragazzi hanno raggiunto l’attiguo teatro dell’arte, restituito alla fondazione, dove era pronto un workshop con gli artisti della catalana Fura dels Baus che hanno illustrato i contenuti tecnici e poetici del «Tannhäuser» messo in scena alla Scala: uno spettacolo altamente scenografico ricco di effetti speciali tra videoproiezioni e gigantesche mani robotiche. L’evento fa parte del programma «VideoLab» coordinato da Alberto Pizzati Caiani e che mette in contatto giovani artisti e giovani scienziati su case history del mondo dello spettacolo. «Niente di strano - dice Rampello - semplicemente puntiamo a recuperare un concetto di cultura più vicino a quello dell’uomo rinascimentale, in cui lo sviluppo coincide con la convivenza e lo scambio di tutti i saperi». Non è un caso che ai laboratori partecipino le realtà formative pubbliche e private più disparate, dalle compagnie teatrali all’istituto Mario Negri, dalla facoltà di Agraria del Politecnico alla Scala. Ieri, però, qualcosa è cambiato perchè Triennale è ufficialmente polo universitario, sotto il coordinamento dei docenti Davide Giannella e Stefano Karadjov. Gli studenti dello Iulm si trasferiranno nella sede di via Alemagna per un anno di formazione tenuto dai professionisti che operano nell’area di gestione culturale e di produzione di iniziative, dal marketing alla comunicazione, dall’organizzazione dell’archivio-biblioteca al museo del design. «Questa operazione - continua Rampello - nasce dalla consapevolezza che è assurdo considerare la cultura arroccata su sè stessa e svincolata dall’azione, dalla formazione e dalla professionalità. In queste aule gli studenti verranno come si suol dire a bottega e, oltre agli insegnamenti che riceveranno sul campo dal nostro staff, avranno l’opportunità per tutto l’anno di incontrare professionisti della creatività, personaggi della critica e del design. Molto più che uno stage, dunque». Del «campus» farà parte molto presto il teatro dell’arte che sarà fisicamente collegato alla Triennale come prevedeva il progetto di Giovanni Muzio e che ospiterà una programmazione su letteratura, performance, musica e danza. «Sarà così completato un sistema culturale che permetterà al pubblico di usufruire contemporaneamente di ogni forma di spettacolo, dalle arti visive al teatro, dal museo del design alla biblioteca». In merito alla sua candidatura alla presidenza dell’Accademia di Brera, Rampello preferisce glissare ma ammette: «Servirebbe un grande svecchiamento perchè Brera, con i suoi 3.500 studenti da tutto il mondo, è un patrimonio sottostimato. Il cambio di sede, però, sono certo che avrà effetti positivi».