Universitari in affitto: 7.200 euro per mettere piede in un bilocale

Gli esperti: «Cifre stabili rispetto al 2005, in calo solo a Città Studi»

Ha messo il dito sulla piaga il cardinale Tettamanzi: «Case meno care per i giovani» ha detto venerdì invitando le istituzioni a lavorare in armonia «perché questo problema non ha colore politico». All’orecchio del cardinale, infatti, devono essere arrivati i prezzi degli affitti milanesi. Per dormire nella nostra città, infatti, il 70% degli studenti universitari spende oltre 550 euro al mese, il 20% ne paga poco meno e il 10% supera gli ottocento. Un bilocale arredato nelle adiacenze della Cattolica e della Statale costa tra i 1.500 e i 2.000 euro al mese. Più fortunati i bocconiani: nelle vicinanze dell’università possono pagare un po’ meno, tra i 1.200 e i 1.600.
I prezzi scendono leggermente a Città Studi dove sono chiesti tra i mille e i 1.500. Se la passano meglio gli studenti della Bicocca dove un appartamento possono trovarlo tra gli 800 e i 1.050 euro. I costi, però, scendono se i due locali non sono arredati: intorno a piazza Cinque Giornate chi frequenta la Statale può trovare qualcosa sui 750 euro; a Città Studi si pagano 50 euro meno, mentre in via Padova, scelta da chi frequenta l’Università San Raffaele, bisogna pagarne ottocento. Se ne sborsano invece 900 per andare nella periferica via Pezzotti, dove arrivano gli studenti della Bocconi. Tartassati ma per cento euro in meno, sono gli iscritti allo Iulm che possono puntare a due locali nelle vicinanze di Ripa di Porta Ticinese e Romolo pagando «solo» 800 euro. Costa invece cinquanta euro in più abitare tra via Solari e Porta Genova.
Le cifre illustrate corrispondono solo ai canoni di affitto ai quali bisogna aggiungere una media per le spese di riscaldamento di circa il 20%, i costi del portierato dove esiste, la tassa sulla spazzatura che per legge è a carico dell’inquilino e quella dell’1% per la registrazione del contratto di locazione. Chiude l’elenco, il costo per il servizio d’intermediazione che a Milano solitamente è intorno al 10% del canone annuale se l’abitazione è fornita da una agenzia. Poi, per mettere piede dentro casa bisogna versare sei mensilità: tre di cauzione e tre di affitto anticipato. Conti alla mano, gli universitari che arrivano a Milano devono spendere circa 7.200 euro se la casa costa 1.000 euro al mese, agenzia immobiliare compresa. Non poco.
«I prezzi sono alti - spiega Alessandro Ghisolfi della Gabetti - perché nel passaggio dalla lira all’euro un milione al mese si è trasformato in mille euro». La notizia buona invece è che secondo gli operatori immobiliari i prezzi delle case quest’anno non sono aumentati. Almeno nei primi sei mesi di quest’anno: «Il ritocco degli affitti è stato appena dello 0,3% - sostiene il responsabile dell’ufficio studi di Tecnocasa Guido Lodigiani - e in alcune zone come Città Studi sono diminuiti del 10%: il Politecnico ha distaccato alcune facoltà, la domanda è diminuita e i prezzi, di conseguenza, sono scesi». Secondo il responsabile dell’ufficio studi della Gabetti Dario De Simone per risolvere nel modo migliore la mancanza di alloggi a prezzi sostenibili è necessario «prevedere complessi edilizi dedicati con servizi centralizzati. Ora l’offerta non risponde alle esigenze espresse dalla città».
È un fatto, che negli 11 atenei milanesi sono iscritte 183mila persone, il 10% dell’intera popolazione universitaria italiana. Il fabbisogno stimato dal Pirellone è di circa 40mila alloggi così l’anno scorso il governo regionale ha stanziato 17 milioni di euro per la realizzazione di 1.850 alloggi destinati alla popolazione universitaria che saranno pronti per l’anno accademico 2009-2010. I prezzi saranno compresi tra i 270 euro per una camera e i 500 per un mini appartamento. Quelli previsti per gli studenti della Cattolica sono 168 in via Giambellino 31, per la Bocconi ne saranno realizzati invece 331 in via Ripamonti 88; il Politecnico potrà contare su 219 posti letto in piazza Ferrara nel quartiere Mazzini, 218 li avrà il Politecnico in via Baldinucci 85 a Dergano e 216 in via Ovada nel quartiere Famagosta. La Statale avrà 151 posti letto in via Oglio 8 e altri 110 in via Malipiero. Infine, sarà trasformato anche lo storico orfanotrofio dei Martinitt di via Pitteri 56 nella zona Rubattino dove saranno realizzati 430 posti letto per Politecnico e Statale. Inoltre ci sono anche cinque aree individuate da Palazzo Marino e destinate all’edilizia residenziale temporanea che potranno essere utilizzate anche dagli studenti universitari fuori sede come per esempio a Quarto Oggiaro e a Montecity. I prezzi sono convenzionati e inferiori a quelli normalmente richiesti dal libero mercato.
«L’accesso a un’abitazione a prezzi contenuti è un servizio alla città - spiega l’assessore comunale alla Casa, Giovanni Verga - e sarebbe necessario fare anche di più. Per esempio abbassare l’Ici ai proprietari che accettano di affittare case a canoni calmierati, una possibilità sulla quale il sindaco Moratti si è già pronunciato favorevolmente». Una strada percorribile? L’assessore non si sbilancia: «Bisognerà vedere cosa ci riserva la finanziaria. Sono previsti tagli nei trasferimenti agli enti locali, ma è indubbio che per rendere remunerativo l’investimento immobiliare bisogna utilizzare la leva delle agevolazioni fiscali. Una questione di cui dovrebbe occuparsi il governo centrale». Intanto, Verga sta studiando anche un prodotto destinato all’accumulo di risparmio per l’acquisto della casa con l’obiettivo di dare una mano a chi non ha tutta la cifra necessaria.