Unterkircher, avvistati i compagni di cordata

Il dramma dell'alpinista altoatesino. Sul Nanga Parbat soccorsi per aiutare i suoi due compagni di cordata. <a href="http://it.youtube.com/results?search_query=karl+unterkircher+nanga+parba... target="_blank"><strong>Guarda i video girati dall'alpinista</strong></a>

Bolzano - Walter Nones e Simon Kehrer sono stati avvistati questa mattina dal campo base del Nanga Parbat: "Stanno salendo, continuano a procedere per la via", ha confermato ad Apcom Agostino Da Polenza, impegnato in queste ultime ore ad approntare la spedizione di soccorso. "Si trovano a 6.700-6.800 metri di quota)", quindi mancano ancora circa 500 metri di salita prima di raggiungere una possibile via di fuga, "ma siamo ottimisti".

Il dramma di Unterkircher Ieri all’alba il compagno di cordata di Nones e Kehrer, l’alpinista altoatesino Karl Unterkircher è precipitato in un crepaccio e i due compagni, dopo aver tentato di soccorrerlo e impossibilitati a scendere, stanno cercando di risalire la parete del Rakhiot. Se tutto procederà regolarmente dovrebbero raggiungere quota 7.200 domani, difficilmente prima di sera. E' caduto nel crepaccio a 7mila metri di quota mentre stava tentando l'assalto al Nanga Parbat, la cima "maledetta" dell'Himalaya, Karl Unterkircher, 38 anni, alpinista altoatesino. Stava scalando in compagnia di Nones e Kehrer. Cercavano di aprire una via ancora inviolata sulla parete Rakhiot. Sempre sul Nanga Parbat, la nona cima più alta del mondo (con 8.125 metri) morì nel 1970 Guenther Messner, nel corso di una drammatica traversata con il fratello Reinhold.

Soccorsi impossibili A causa dell'aria rarefatta e della parete troppo esposta i soccorsi a quella quota sono ì impossibili. Il gardenese di 38 anni è caduto in un crepaccio. Spesso l’alpinista muore già nella caduta nel crepaccio che può essere profondo anche dieci, venti metri oppure viene sepolto dalla neve che lo segue. Sulle Alpi i soccorritori utilizzano in genere un treppiede con verricello. Un soccorritore si fa calare, presta i primi aiuti, mette l’imbrago al ferito per poi farlo recuperare lentamente agli altri uomini. Un intervento impensabile a quota 7mila metri.

"La tragedia è ormai triste realtà". Non ci sono più speranze" Mussner è realista. "Nones e Kehrer stanno proseguendo verso la cima per poi tornare a valle su un’altra via. Fino al loro arrivo al campo base passeranno due, tre giorni" aggiunge il manager. Unterkircher lascia la moglie e tre bambini di tenera età. Il gardenese era presidente dell’Aiut Alpin Dolomites, il servizio di soccorso in montagna nelle valli ladine.

Il telefono muto di Keher e Nones Da ieri mattina era scattato l'allarme anche per Kehrer e Nones: i due telefonini erano muti. Poi la notizia dell'avvistamento. "Sono convinto che i due stanno bene e che hanno spento il telefono cellulare per non consumare la batteria già molto debole" ha detto il manager di Unterkircher. "Il telefono satellitare potrebbe essere decisivo per un intervento di soccorso" ha aggiunto. I due sono costretti a proseguire verso la vetta e scendere sull’altro versante perché il ritorno sulla stessa via sarebbe troppo pericoloso.

Soccorsi dall'Italia Partiranno nel pomeriggio per il Nanga Parbat Mondinelli e Gallo, con l’obiettivo di portare tutto il sostegno possibile ai due compagni di cordata di Unterkircher. "Bisogna essere là, pronti per qualsiasi evenienza" ha spiegato Agostino Da Polenza, presidente del Comitato EvK2Cnr. L’altoatesino Simon Kehrer e il trentino Walter Nones, fortissimi alpinisti ma con minore esperienza di Unterkircher, si trovano in una situazione molto delicata: impossibilitati a scendere, devono riuscire a raggiungere quota 7200 metri per poi deviare e trovare una possibile via di fuga. Hanno a loro disposizione solo un satellitare con poche batterie.

Allertati i campi base Da Polenza ha allertato, ieri pomeriggio, tutti i campi base della montagna. Ci sono altri italiani in Karakorum, ma la logistica dei loro spostamenti sarebbe troppo complicata. "La soluzione più veloce è di far partire i soccorsi da qui", ha detto. Silvio Mondinelli, è il sesto uomo al mondo ad aver scalato tutti i 14 ottomila senza ossigeno. Nelle sue spedizioni, ha compiuto diversi salvataggi in alta quota. Nato a Gardone Valtrompia il 24 giugno 1958, vive dal 1976 ad Alagna Valsesia dove svolge l’attività di guida alpina e servizio cinofilo per la Guardia di Finanza, di cui è brigadiere. Maurizio Gallo è ingegnere edile e guida alpina. Ha partecipato alle spedizioni all’Everest nel 1992, al Lothse nel 1996, al K2 nel 2004. Nel 2005 ha volato con l’esercito dopo il terremoto che colpì le montagne pakistane.