Gli uomini di Borghese contro bande, banditi e a favore della gente

Sfogliano alcuni capitoli tratti da «Sconosciuti 1945» di Pansa è necessario sottolineare, per verità storica, che a Genova il ripiegamento delle forze fasciste ebbe luogo nella notte tra il 23-24 aprile ’45. Tutte le operazioni si svolsero nella massima tranquillità senza che le squadre partigiane tentassero di ostacolarle. Infatti i 1500 fascisti comandati da Luigi Sangermano e dal Federale Faloppa si avviarono verso il nord mentre rimasero circa 500 uomini della X Mas, al comando del capitano di vascello, Medaglia d’oro, Mario Arillo a presidio del porto. Nel tardo pomeriggio del 26 anche gli uomini della Decima, una volta rassicurati sul fatto che i tedeschi non avrebbero più tentato di distruggere le installazioni portuali, consegnarono il settore agli esponenti del Cln. Lo stesso Cln: Riccardo Vignolo, che ne era il portavoce, apprezzò molto l’operato del Comandante Arillo stimando che solo gli uomini della Decima sarebbero stati gli unici capaci a evitare il disastro e attenuare in qualche modo gli effetti delle disposizioni che i tedeschi stavano per prendere. Il 26 aprile fu la giornata più tragica: si accesero dovunque violenti scontri mentre le squadre partigiane cominciarono a dedicarsi alla «caccia al fascista» che durò per quasi tutto il mese di maggio toccando punti di spietata ferocia anche perché, alle bande partigiane calate dalle montagne, si erano aggregati nuclei di autentici criminali. Tristemente famosa divenne la «banda del Lagaccio», i cui capi già appartenenti a squadre «gappiste» avevano sulla coscienza l’attentato alla Galleria di S. Benigno nella quale trovarono la morte circa 2000 genovesi. Ma tornando all’opera della X Mas, essa ha servito il paese per 20 mesi contribuendo alla salvezza di molte proprietà italiane dalla distruzione e dai saccheggi, ha assistito la popolazione bisognosa evitando in tutti i modi la disastrosa guerra civile pur lottando, sempre secondo le buone regole di guerra, contro il banditismo mai contro l’autentico patriottismo.
In occasione della commemorazione dei defunti il nostro ricordo va a tutti i nostri caduti «offertisi» in volontario olocausto per l’Onore d’Italia nella continuazione del combattimento a fianco ad alleati liberamente scelti.
In merito poi all’articolo «gli eroi di Nettuno» apparso a mia firma, sul suo Giornale, Le voglio precisare che i circa 65 marò della X flottiglia Mas (di cui l’articolo parla) sono stati traslati il 16 di giugno u.s. nel «Campo della Memoria» a Nettuno. «Campo della Memoria» voluto fortemente dall’associazione Unione Caduti Repubblica Sociale grazie specialmente all’opera del generale Giorgio Farotti residente nella nostra città al quale va tutta la nostra stima e il nostro grazie.
Continuità ideale
Genova