«Uomini dell’anno» i due fondatori di Google

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da Milano

Per il Financial Times, gli uomini dell’anno sono senza ombra di dubbio loro: Sergey Brin e Larry Page, i giovanissimi fondatori di Google, il motore di ricerca numero uno al mondo. La coppia si è aggiudicata l’appellativo di «Men of the year» dal quotidiano finanziario inglese, non solo per l’impegno profuso nell’azienda fondata sette anni fa, ma anche per aver dimostrato di non volersi fermare qui.
«Non siamo contrari a fare qualcosa di nuovo», ha dichiarato infatti al quotidiano Brin, confermando di avere ancora altri sogni nel cassetto. D’altronde, l’esordio in grande stile di Google a Wall Street, è stato accompagnato dal desiderio del gruppo di «fare del mondo un posto migliore», utilizzando la tecnologia del motore di ricerca per esplorare anche nuovi settori. Come quello della microbiologia, dice Brin, senza sbilanciarsi più di tanto.
«Disponiamo di alcune attività core, e comprendiamo bene alcuni tipi di tecnologie», ha detto Brin, precisando tuttavia che «è necessaria un po’ di disciplina per focalizzarsi sugli strumenti che possono davvero avere un impatto». Commentando i progressi compiuti negli ultimi anni, Brin ha dichiarato che «fino a dieci anni fa, il più eminente ricercatore dell’Università di Stanford non aveva accesso a quelle informazioni di cui oggi può disporre chiunque sia vicino a qualsiasi Internet cafè nel Bangladesh». E, all’età di appena 32 anni, la coppia vuole puntare sempre più in alto. «È chiaro che c'è ancora molto spazio per migliorare», hanno confermato entrambi.
Intanto, i recenti rialzi del titolo Google, per cui ora alcuni intravedono una soglia fino a 575 dollari, hanno portato la capitalizzazione di mercato dell'azienda a balzare fino a 130 miliardi di dollari, rimanendo dietro soltanto a Ibm e Microsoft tra tutti i titoli del comparto tecnologico.
Pochi giorni fa Google ha acquistato da Time Warner il 5% della divisione America on line per 1 miliardo di dollari. Aol continuerà a utilizzare la tecnologia di ricerca di Google e condividerà con l’azienda di Page e Brin i proventi generati dagli inserti pubblicitari mostrati insieme ai risultati di una ricerca. In base all'accordo, tuttavia, Aol avrà ora il diritto di vendere direttamente questi spazi pubblicitari agli inserzionisti anzichè doverli invitare a rivolgersi a Google come faceva in precedenza. Aol inoltre potrà vendere alcuni spazi pubblicitari sul network di siti di Google, e Google promuoverà ai suoi utenti i servizi di Aol. Inoltre i servizi di messaggeria istantanea dei due gruppi diventeranno presto integrabili.
All’ingresso in Aol concorreva anche Microsoft, che è stata, in questa fase almeno, sconfitta nella sua strategia di aumentare la propria quota di mercato nel settore della raccolta pubblicitaria legata ai risultati dei motori di ricerca. Il colosso di Redmond ha infatti investito in misura massiccia negli ultimi anni per cercare di recuperare il terreno perso nei confronti di Google, e riuscire a sottrarre Aol come cliente alla rivale sarebbe stato un colpo magistrale.