Uomini e donne, quante bugie per sedurre

Alla fine sono piccoli dettagli. Un centimetro aggiunto di qua, un chiletto tolto di là. Qualche mese scalato dal totale, senza esagerare, ma giusto per limare anche l’età. Perché si chiama «profilo», ma significa «opportunità»: è il curriculum dell’amore, la carta d’identità da presentare su internet alla possibile anima gemella o, quanto meno, al compagno per la serata. L’incontro on line è fondamentale quanto quello dal vivo: quindi il «profilo», che finisce sui siti specializzati per appuntamenti e cuori solitari, deve essere costruito per bene. Quindi non fasullo, perché poi la realtà svelerebbe miseramente la menzogna. Ma nemmeno troppo terra terra, perché si rischia di finire nel cestino dell’indifferenza. Ed è così, studiando quello che uomini e donne dicono di sé stessi, che gli esperti americani cercano oggi di scoprire quello che è il tarlo di tutti, da secoli: le regole dell’attrazione.
Ora loro pensano di poterlo fare quasi scientificamente perché in effetti, analizzando oltre un milione di profili, hanno scovato dei numeri, come rivela un articolo sull’International Herald Tribune di ieri. Le cifre parlano di bugie, piccole, innocenti, salvifiche: e le bugie, a loro volta, svelano i desideri, quello che vorremmo far credere di noi agli altri, perché è quello che gli altri cercano (o almeno così pensiamo, così ci suggeriscono l’immaginario collettivo, la società, l’educazione, i modelli familiari e professionali etc. e qualche millennio di esperienze analoghe). Pare che a mentire siano otto aspiranti amanti su dieci, e come esordio per una relazione non c’è male. Si tenta di imbrogliare su: peso, altezza, età. Banalità, però colpisce che a ingannare sul peso siano soprattutto le donne (in media si alleggeriscono di 3,9 chilogrammi) mentre gli uomini tendono a regalarsi un centimetro in altezza. Ma serve davvero apparire più magre e più alti, per conquistare una uscita a due, o sono solo retaggi da trogloditi? Sembra che i pregiudizi funzionino eccome. Gli stessi studi dicono che le donne cercano uomini alti e danarosi (guardano al portafoglio molto più dei compagni, meno al peso), mentre i maschi vogliono femmine magroline e non troppo spilungone. Un trionfo di cliché, alla faccia degli amori politicamente corretti, della coscienza di genere e dell’orgoglio dell’identità.
A proposito di politica: gli uomini preferirebbero definirsi grassi, piuttosto che dichiarare per chi votano. È che non vogliono precludersi alcuna strada, non sia mai che la passione conservatrice freni una bella radicale, e viceversa. Un campo su cui si mente un po’ meno è l’età, ma le donne tendono comunque a mettere on line foto in cui sono più giovani, di circa un anno e mezzo (gli uomini si limitano a sei mesi). Non è che siamo diventati più saggi, è che sull’età è difficile invocare la scusa dell’ignoranza, come con peso e altezza. In ogni caso un po’ di aggiustamento è considerato normale, quasi salutare: è la voglia di mostrare la parte migliore di sé, e fa parte del gioco.
Ma sempre per smentire la coppia politicamente corretta, gli studiosi hanno svelato che in amore vige l’«omofilia», un modo carino per dire che le persone cercano partner dello stesso gruppo etnico (e lo fanno soprattutto i bianchi, le donne e i meno giovani). Insomma le regole dell’attrazione sono scorrette, e non prevedono l’onestà, non sempre almeno. Una signora però, dopo avere mentito sul proprio peso, si è messa a dieta e alla fine è dimagrita davvero: perché qualche volta è vero anche che attribuiamo ai desideri degli altri, quello vorremmo solo per noi.