«È un uomo distrutto per colpa degli amici»

«Non spettava a me smentire che, quella domenica agli Erzelli, con me ci fosse anche Carlo Castellano». Claudio Burlando torna a parlare del suo blitz domenicale sulle alture di Cornigliano. E - di fatto - smentisce (con un giorno di ritardo) la notizia che Castellano, presidente di Esaote e Genova Hi Tech, quella domenica fosse al suo fianco per incontrare i vertici della Ericsson, interessati a entrare nel progetto del villaggio tecnologico degli Erzelli: «Per questioni di riservatezza, ovviamente, io non avevo fatto alcun nome riguardo ai presenti a quell’incontro - ha spiegato ieri mattina Burlando intervenendo all’inaugurazione del nuovo «Bentley Hotel» di via Corsica - Tra l’altro, mi risulta che chi ha detto il contrario abbia già corretto il tiro». Resta da capire però come mai la Regione - solitamente molto solerte nel diffondere comunicati per confermare o smentire le notizie dei giornali - stavolta non sia intervenuta per ristabilire chiaramente i contorni di questa vicenda.
Castellano, dal canto suo, interpellato martedì mattina da «il Giornale», non aveva confermato né smentito la sua presenza con Burlando agli Erzelli. Ieri, intervistato da «Il Lavoro», ha invece detto chiaramente che quel 16 settembre lui non era con il governatore.
Ieri, poi, Burlando ha voluto ringraziare pubblicamente «l’Avvenire» e il suo direttore, che rispondendo a un lettore, aveva invitato a ridimensionare il suo caso: «Ho letto con grande interesse il servizio che l’Avvenire dedica alla vicenda che mi ha coinvolto - ha scritto Burlando - E ho ringraziato il direttore per la correttezza dell’informazione, e il lettore che ha inviato al giornale la lettera pubblicata».
Intanto, sulla vicenda che ha investito il governatore, c’è da registrare una confidenza sfuggita - sempre ieri mattina, sempre al «Bentley» - al presidente dell’Autorità Portuale Giovanni Novi: «Ho sentito Claudio, era proprio distrutto per questa vicenda - ha confidato Novi a un amico - A inchiodarlo, però, sono stati i suoi: gli avversari, invece, non hanno strumentalizzato questa storia».