Un uomo del Montepaschi al timone di Hopa

Stefano Bellaveglia, vicepresidente della banca senese, sarà il reggente della transizione per il dopo-Gnutti

Marcello Zacché

da Milano

I consiglieri di Hopa si ritrovano oggi, a Brescia, per iniziare a decidere il loro futuro. Un futuro senza Emilio Gnutti, ormai ex presidente, e con molte novità: gli azionisti del patto di sindacato hanno cambiato radicalmente pelle. Fino a pochi mesi fa i loro nomi erano quelli di Gnutti per Fingruppo (che ha il 32% del capitale di Hopa), Giovanni Consorte per Unipol (7%), Gianpiero Fiorani per la ex Popolare di Lodi (5,4%), Stefano Bellaveglia per il Monte dei Paschi (9,5%). Di questi solo quest’ultimo è rimasto «illeso». E non a caso sarà proprio Bellaveglia a prendere in mano la situazione, in un ruolo di «reggente vicario» temporaneo, in attesa dell’arrivo del prossimo presidente. Mentre Romano Marniga resta l’amministratore delegato, con le deleghe per la gestione ordinaria della società.
A Bellaveglia il compito di affrontare la priorità assoluta per Hopa: la questione Telecom, di cui Hopa è azionista attraverso il 16% detenuto nella holding Olimpia (che detiene il 18% del gruppo di tlc), e con un 3,4% detenuto direttamente. In tutto (calcolando la quota «in trasparenza») fa oltre 6 per cento. E i patti con la Pirelli (primo socio di Olimpia) prevedono che entro il 9 febbraio Hopa possa essere liquidata dal gruppo di Tronchetti Provera. Una «liquidazione» ai prezzi di mercato che, visto l’andamento non brillante del titolo in Borsa, peserebbe sulle casse di Hopa (che lo ha in carico intorno ai 4 euro, contro i 2,5 della chiusura di ieri) per una cifra stimata intorno ai 400 milioni.
In verità Hopa non ha mai reso del tutto trasparente il valore dell’impegno in Telecom. Ma in ogni caso la questione è considerata, a Brescia, cruciale: dalla soluzione del rapporto con Pirelli potrebbe dipendere addirittura la sopravvivenza della finanziaria fondata da Gnutti. Il che, per le banche azioniste (prima fra tutte l’Mps di Bellaveglia, che detiene la quota maggiore del capitale), potrebbe significare se non un bagno di sangue, una bella perdita.
Per questo la priorità di Bellaveglia, prima ancora della ricerca del presidente e dei soggetti che dovranno sostituire Gnutti nei cda di Unipol, Mps e la stessa Olimpia, è quella di capire le intenzioni di Pirelli, perché se fosse possibile Hopa resterebbe in Olimpia per una altro triennio.
Tra gli altri azionisti di Hopa, intanto, si profila l’addio di Fininvest, che entro il 17 gennaio potrà sciogliere il legame azionario: una decisione in tal senso sarebbe già stata presa dalla holding della famiglia Berlusconi, come ha fatto capire ieri lo stesso premier.