«Un uomo più deciso al timone del porto»

Sindaco Marta Vincenzi, il presidente dell’Authority, Giovanni Novi, dice che lei vuole mettere le mani sul porto.
«Non è vero. Anzi. Il Comune vuole rafforzare il ruolo del porto di Genova a livello nazionale e internazionale. Non può esserci un obiettivo così forte e contemporaneamente la richiesta di ridurre il ruolo dell’Autorità Portuale e spingere per un suo minore potere sulle banchine».
Novi è in scadenza. Si fanno i nomi per la successione. Di Margini che ne pensa?
«Il presidente dev’essere sostituito. Ci vuole uno più deciso. Sulla successione però è prematuro parlare di nomi».
Che cosa rimprovera a Novi.
«Il presidente deve esprimersi su proposte concrete. Deve dire cosa pensa della modifica alla legge 84, sul sistema portuale pensato non soltanto a filo banchine, su come si debba pianificare il rapporto fra il porto e le istituzioni locali, Comune, Provincia e Regione. Finora è stato zitto. L’occasione di parlare era proprio la riunione nazionale di Assoporti dell’altro giorno».
Il sistema è ancora all’antica.
«Esattamente. A Novi chiedo di avere la piena consapevolezza del ruolo di Authority. Quindi di pensare non soltanto ai traffici a filo banchina, ma soprattutto a organizzare gli spazi e di organizzare il sistema per costruire un porto lungo e le banchine di terra, dove va, appunto, collocato anche il Terzo Valico. Novi non ha questa visione, anche se non me la prendo direttamente con lui».
Chi sarebbero i colpevoli?
«La leadership politica e istituzionale. E mi ci metto pure io, ci mancherebbe. Mi rimprovero di non avere puntato, come hanno fatto altri grandi porti mondiali, alle infrastrutture di terra, alla banchina lunga, al coinvolgimento della città e delle istituzioni locali».
Ma allora Novi che colpa ne ha?
«Ho solo cominciato a dire che si deve esprimere. Se è felice del Terzo Valico, come lo siamo tutti, deve pure lui assumere una forte presa di posizione. E poi, dico no alle polemiche contro di lui».
E contro qualcun altro?
«In effetti, qualcuno c’è. Se Genova non si è fatta sentire molto in Assoporti, i nostri parlamentari finora non hanno fatto altro che scontrarsi fra di loro».
A chi si riferisce?
«Sia a destra, sia a sinistra, figuriamoci. Grillo e Mazzarello sono anni che lottano e fanno polemica, senza produrre molto per la città portuale. Su quale porto e per che cosa devono lavorare non è mai stato presente nei loro dibattiti».
Il suo compito e le sue promesse.
«Sarà mio dovere stimolare dibattiti seri e costruttivi. Vogliamo rilanciare il sistema portuale per lo sviluppo di Genova, non soltanto sulle banchine».