Un uovo e un maiale, i pensieri semplici di Pierangelini

da Milano

Identità Golose avrà a Milano due giorni salati (domani e dopo) e uno dolce (mercoledì) nel salone del Palazzo della Borsa, solo giorni dolci (domani e martedì) in sala Blu, quella di Dossier Dessert che è la ciliegina che arricchise il gusto di un congresso che domani verrà aperto da Fulvio Pierangelini. Il patron del Gambero Rosso a San Vincenzo (Livorno), sarà però preceduto da Carlo Petrini, presidente di Slow Food, così come stasera la festa di Identità Golose vedrà tra gli oratori anche Andrea Muccioli. Petrini annuncerà Terra Madre ’06 e Muccioli la terza edizione a settembre di Squisito a San Patrignano.
Petrini domani passerà la parola a Pierangelini che, rispetto al 2005, non si limiterà a parlare. Presenterà un filmato per dare immagine ai suoi Pensieri Semplici, un percorso che muoverà i passi da un uovo e un maiale che ritroveremo poi in padella: «A me piace il clima che si crea a Identità Golose, di intimità e di amicizia. Poi so bene che i più mi considerano un orso e di questo rido perché chi mi conosce bene sa che non è vero. So ridere e scherzare, ma passare per orso può tornare, comunque, comodo perché mi protegge».
Il pianeta Italia: «È tipico del nostro Paese non valorizzare i suoi talenti in cucina, relegati in posizioni all’ombra. Bisogna anche dire che la gelosia e l’invidia tra noi cuochi non favorisce certo la coesione. Forse non ci rendiamo conto che facciamo parte di una confraternita che è una élite».
Il congresso: «Non so se tutto quello che sentirò sarà nuovo per me, ma mi fa piacere pensare che è un po’ come tornare studente all’università, ascolti tutti e tieni il meglio. Di sicuro non verrò a emettere dogmi o proclamare verità assolute».
La sfida di Pierangelini: «A me stanno bene gli spagnoli con le loro macchine e le loro gelatine, ma deve essere ben chiaro che la carne che servi deve essere cotta a regola d’arte, altrimenti puoi fare la cosa chimica più simpatica al mondo ma il piatto io lo rimando indietro se è una suola. Partirò da un uovo e da un maiale, da due elementi semplici e quasi banali ma che saranno lo spunto per dire che la materia prima merita rispetto estremo, e se si tratta di un qualcosa che abbiamo ucciso ancora di più per non rendere inutile il sacrificio di un pesce o un manzo. La centralità in cucina va data al cuoco e ai prodotti, l’industria deve stare a lato. Io credo in chi si sporca le mani e nel suo rigore morale: senza, anche l’idea più geniale diventa sciatta e banale e non ci sono gel che tengano».
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