«Urbanistica, Faglia non ha più la maggioranza»

La Cdl attacca il sindaco: «Non rispetta le regole pur di far approvare il suo piano. Intervenga il prefetto»

Gianandrea Zagato

«Mi impegno affinché il consiglio comunale venga riconosciuto come luogo di eccellenza del confronto e della progettualità». Virgolettato da applausi, quello del sindaco di Monza: infatti, è impossibile non condividere quell’«impegno» che, tra l’altro, si concretizza pure con «la valorizzazione in senso costruttivo e propositivo della minoranza». E, attenzione, il primo cittadino monzese, architetto Michele Faglia, è di sinistra. Tanto di cappello, dunque: Faglia garantisce di «recepire le intelligenze, indipendentemente dal colore».
Tutto bene, quindi. Tutto bene se non ci fosse però una piccola aggiunta, un dettaglio di troppo: quell’«impegno» - assunto alla prima seduta consiliare nel giugno 2002 - non è mai stato mantenuto. Esagerazione? No, certezza giornalistica: il sindaco Faglia non mantiene le promesse, non rispetta il patto siglato con gli elettori.
Sì, di quell’«impegno» sbandierato davanti alle telecamere e ai taccuini dei cronisti come «sindaco di tutti i monzesi» ne ha fatto carta straccia come spesso fanno i pinocchietti della sinistra. La prova? La scelta di aumentare esponenzialmente le sedute del consiglio comunale pur di tentare d’approvare nel bel mezzo di Ferragosto il nuovo piano di governo del territorio (Pgt) in modo da scollinare le nuove norme urbanistiche fissate dalla Regione Lombardia e fissarne delle proprie. Con un particolare non secondario: «I consigli comunali sin qui convocati sono saltati per mancanza del numero legale, diciotto consiglieri di maggioranza presenti sui ventuno necessari» fa sapere Osvaldo Mangone, capogruppo di Forza Italia.
Quindi, continua il capogruppo degli azzurri «Faglia è costretto a sfruttare tutte le seconde convocazioni dei consigli in modo da non avere l’obbligo del numero legale». Come dire: lavori forzati tre giorni alla settimana, sabato compreso dalle nove sino a notte inoltrata pur di non ammettere la verità, che la maggioranza di centrosinistra non esiste più. «Evidente che Faglia perdendo pezzi - e non per consiglieri in ritardo o in ferie - è costretto a calendarizzazioni forzate e straordinarie del consiglio. Ma perché questa follia?» si chiede Mangone. Domandina di chi ritiene «impensabile l’approvazione di un documento così importante qual è il Pgt non solo senza la condivisione della minoranza ma neppure quella della maggioranza poiché in aula ci sono appena i due terzi del consiglio».
Proporzione matematica che è «presa in giro della rappresentatività elettorale» aggiunge Dario Allevi, capogruppo di An. «Presa in giro» ovvero «sintesi di quei sedici consiglieri del centrosinistra ubbidienti e silenziosi come bravi soldatini». Consiglieri allineati e coperti, anche se la sinistra monzese è in crisi d’identità e la delibera di trasmissione del Pgt al consiglio è «zeppa di errori e scritta male»: «Ci sono parti che non si capisce se allegate o propedeutiche alla delibera stessa. Problemino sollevato ieri notte e corretto in corsa con un emendamento messo a punto dal segretario generale, Ileana Musicò, che avremmo dovuto accettare contestualmente al ritiro dei nostri 130mila e passa emendamenti. Operazione respinta. Risultato? Il segretario generale ha messo a verbale che quella delibera «è legittima»» denuncia Mangone.
Sconcerto per una «forzatura» preannuncia la Casa delle Libertà destinata «sicuramente» a interessare il prefetto Gian Valerio Lombardi. «Forzatura» che è sia segnale di fallimento della maggioranza di Faglia nella prova di forza sul Pgt sia fotografia dell’imparzialità del presidente del Consiglio, il diesse Rosario Montalbano, nella gestione istituzionale.
Quadretto di un’amministrazione della sinistra, che tra un anno sarà giudicata dagli elettori su cui sta calando una colata di cemento: valanga di metri cubi firmati da un gruppetto di imprenditori privati e dalle cooperative rosse che partecipano al gran premio del mattone. E, naturalmente, Forza Italia e An per nome e per conto dei monzesi assicurano verifica di «ogni millimetro quadrato delle cartografie» oltreché dei presunti legami che unirebbero politici locali al Pgt.
Elenchino di operazioni immobiliari che fanno entrare l’amministrazione dell’architetto Faglia nel Guinness dei primati per i danni irreversibili che i monzesi saranno costretti a pagare anche quando Faglia sarà rimandato a casa.
gianandrea.zagato@ilgiornale.it