Urbano Cairo entra nell’editoria libraria

Italiani che non leggono - Leitmotiv trito e ritrito - e nuovi editori che, nonostante lo sconsolante dato, si tuffano con coraggio in un mercato non facile. L’iniziativa parte da Urbano Cairo, imprenditore che ama le sfide - vedi calcio e periodici - per approdare in editoria. A partire da questo mese, con i marchi Cairo Editore e Giorgio Mondadori, inizia l’attività della nuova casa editrice presieduta dallo stesso Cairo, di cui Gianni Vallardi è amministratore delegato e Marcella Meciani direttore editoriale. Tutto fa capo alla Cairo Communication, gruppo editoriale presente sul mercato dei media e della raccolta pubblicitaria, quotato alla Borsa di Milano, che nel 2005 ha realizzato un fatturato di circa 205 milioni di euro.
Molta la carne al fuoco, grande la determinazione e altrettanta la prudenza. Questi gli obbiettivi: 50-60 titoli da pubblicare ogni anno; acquisizione di autori affermati e naturalmente nuovi; attenzione per narrativa e saggistica italiana e straniera, libri illustrati e manualistica. Nulla di nuovo, direte voi. In realtà una novità c’è: è cosa risaputa che i grandi editori italiani - parliamo del potente quadrilatero Mondadori, Rizzoli, Longanesi, Feltrinelli (e poi giù il Sahara che fa quel che può) - pubblica un numero di titoli esorbitante: dato positivo da un lato (per la serie: evviva la circolazione democratica dei libri) e un po’ meno dall’altro (il rischio di perdere talvolta in qualità). Quindi, una casa editrice che parte ponendosi l’obbiettivo di uscire con un numero limitato di titoli da curare amorevolmente e sponsorizzare come si deve non è cosa da poco, in un mondo che insegue troppo spesso i numeri e altrettanto spesso corre troppo in fretta.
Per intenderci, il trend a cui la nuova casa editrice intende ispirarsi è la francese X/O Editions, diretta da Bernard Fixot e di proprietà del Gruppo Editis, protagonista di grandi successi sul mercato transalpino. Questi i primi titoli in uscita: Il romanzo di Mozart di Christian Jacq per la narrativa straniera; Say Goodbye di Delfina Rattazzi e Trappola a New York di Enrico Minoli per la narrativa italiana; Mutilata di Khady per la saggistica straniera; Le altre 100 Anne Frank di Roberto Malini per la saggistica italiana; Piccolo dizionario dell’eros di Susanna Schimperna per la varia. Insomma, sulla carta tutto bene. Il successo sarà decretato dai lettori.
m.gersony@tin.it