Urla e minacce in video: la rivolta dei residenti dopo l’ennesima rissa

da Genova

Patti, accordi, discorsi e promesse. Tutto per la sicurezza. Loro questo film l’hanno già visto troppe volte. Ora vogliono che lo veda il mondo intero. Loro sono i genovesi. E il film è quello del centro storico più grande d’Europa. Il più insicuro d’Europa. Qualche anno fa, prima che la polizia riuscisse a mettere occhi elettronici nei vicoli, i cittadini avevano preso in mano le loro videocamere, addirittura i vecchi super8, immortalando fotogramma per fotogramma le scene di spaccio, le rapine, le risse che ogni notte avvenivano sotto le loro finestre. E quei filmati li avevano offerti alla polizia. Per aiutarla ad aiutarli.
Questa volta sono ancora un passo avanti. La tecnologia offre qualcosa di meglio. I filmati vengono registrati anche con i telefonini e scaricati in formato digitale. Ma soprattutto, visto che molti dicono che l’insicurezza è solo una questione di percezione, ecco che i vigilantes fai-da-te, spediscono tutto in giro per il mondo. Basta poco, un pc, una connessione a internet e via su You Tube, il sito per filmati più cliccato al mondo. Così «Maddalena crossroad Genova» va in rete. Per la verità il video non è sconvolgente. Riprende stranieri che litigano in strada, si insultano e minacciano alcuni residenti affacciati alla finestra. I commenti che seguono alla pubblicazione del video rendono l’idea di cosa in realtà accada più frequentemente. La violenza c’è, ed è assai più pericolosa.
Genova paura ce l’ha sul serio. I cittadini di Sampierdarena, la delegazione in preda alla delinquenza, scrivono al sindaco Marta Vincenzi a la invitano a pranzo per farle vedere cosa accade davvero, ogni giorno. Vogliono farle capire che le cose non si risolvono sulla carta, o firmando un Patto per la sicurezza. Tanto più se per quel patto non ci mette i soldi come dovrebbe (l’accordo prevede mezzo milione di euro), ma «gira» un credito che il Comune vanta con lo Stato. Soldi ipotetici, ancora da riscuotere. Oppure se annuncia con enfasi che in città arrivano 40 nuovi poliziotti, dimenticando di dire che non bastano neppure a coprire quei 50 che erano stati tolti, «presi in prestito» a inizio anno. E intanto Genova resta l’unica grande città d’Italia a non avere ancora le nuove Alfa 159 come volanti.