Urla al megafono l’ultima follia a Campo de’ Fiori

Tre denunce per disturbo della quiete pubblica

Jacopo Granzotto

Spaccare i timpani al prossimo. Prima la partita di pallone, poi le scazzottate Italia-Usa e il gioco della bottiglia rotolante. Ora l’ultima trovata in fatto di tendenze notturne a Campo de’ Fiori: la chiacchierata via megafono, tipo cellulare amplificato. «Che fai?, n’ndo stai?, vieqquà!». L’irresistibile popolo della notte colpisce ai fianchi il residente costringendolo inesorabilmente al tappo per orecchie.
Quella della serata senza freni è diventata ormai un’irrinunciabile necessità, soprattutto da queste parti. E l’ultimo aggeggio con il quale «far casino» viene venduto dagli ambulanti come il pane. Venti euro ampiamente trattabili. L’infernale marchingegno permette persino di registrare la propria voce per poi diffonderla ad altissimo volume. E così la conversazione notturna assume i toni della conferenza, alla faccia della quiete pubblica. Fino a quando il tono gracchiante delle voci si confonde nella spensierata baldoria della folla, poco male. Ma quando, a notte fonda, i residenti già da qualche ora sono a letto e anche tra i nottambuli si registrano le prime defezioni, il «dibattito» diventa un micidiale schiamazzo riverberato dalle pareti dei palazzi. Così, da fenomeno estroverso per turisti, diventa un proseguimento della polemica tra residenti e frequentatori notturni della zona.
Proprio pochi giorni fa, alla fine di luglio, era stata giudicata decaduta la contestata ordinanza prefettizia che vietava di notte l’uso delle bottiglie di vetro, poiché la zona era tornata nuovamente tranquilla. Lo scopo dell’ordinanza, criticata dai commercianti come dagli avventori, era ridurre l’assunzione di alcol ed evitare il rumore che le bottiglie provocavano quando puntualmente venivano lanciate o fatte rotolare a terra. I frequentatori di Campo de’ Fiori non hanno perso tempo e immediatamente escogitato la nuova trovata per «protestare» contro i residenti che avevano chiesto - e ottenuto - l’ordinanza: parlarsi da un lato all’altro della piazza utilizzando piccoli megafoni.
L’iniziativa in breve è diventata moda, come testimonia il fatto che piccoli megafoni sono apparsi sulle bancarelle degli extracomunitari che stazionano tutta la notte nei pressi della statua di Giordano Bruno. Tanto diffusa che di nuovo gli abitanti della zona hanno chiesto l’intervento della polizia.
Ieri gli agenti del commissariato Trevi, diretti da Antonio Del Greco sono passati ai fatti e venerdì tre ragazzi sono stati denunciati per disturbo della quiete pubblica e trenta megafoni sono stati sequestrati. E già ora di cambiare giochino.