Urne aperte: caccia ai 50mila indecisi

Il sindaco scalda le «sentinelle del voto» di Pdl e Lega: «Con Bossi e
Berlusconi legame saldo, non ci divideranno. L’appello del Papa ai valori
non negoziabili? Ognuno risponderà alla propria coscienza, io difendo
la vita»

Riprende le parole del Papa, che due giorni fa ha richiamato i cattolici a promuovere «in maniera decisa» quei «valori non negoziabili». E fa presente che «ai seggi ognuno risponderà alla propria coscienza». Ma agli elettori moderati «dovete spiegare ancora in queste ore le profonde differenze tra il mio programma e quello di Giuliano Pisapia, noi sosteniamo la famiglia e la maternità, la sinistra l’aborto e l’eutanasia». Letizia Moratti scalda la platea dei difensori del voto di Pdl e Lega che oggi e domani sorveglieranno seggi e schede da brogli o contestazioni. Tutti riuniti e istruiti all’hotel Marriott di via Washington ieri mattina, sul palco si alternano i colonnelli del Pdl - Mario Mantovani, Mariastella Gelmini, Ignazio La Russa, Roberto Formigoni, Luigi Casero - e Carroccio (Matteo Salvini, Igor Iezzi, Laura Molteni). La Moratti sfida la scaramanzia, arriva vestita di viola e accolta da ovazioni. Mantovani assicura che per i sondaggisti «almeno 50mila sono ancora indecisi, vanno incoraggiati fino all’ultimo tratto perché chi lascia la strada vecchia..». Salvini chiede scusa a Formigoni, ciellino: «Non arrabbiarti ma io vado in chiesa tre volte l’anno. Però questo weekend frequenterò più messe e oratori che in tutta la mia vita, per mostrare il nostro simbolo, col sorriso». Perchè «noi siamo persone educate, dall’altra parte chi ha fame di potere ha creato un brutto clima, surreale, hanno alzato pure le mani». Avverte le sentinelle del voto a sorvegliare i seggi perchè «ne proveranno di tutti i colori». Nell’ultimo mese e mezzo «hanno detto di tutto - ammette Formigoni - che siamo litigiosi e arrabbiati l’uno con l’altro, la verità è che Pdl e Lega hanno fatto un lavoro straordinario, siamo forti e uniti». Per la Gelmini «la situazione dal primo turno è cambiata, molti si erano fatto prendere dal sogno di Pisapia ma poi hanno letto le grandi stravaganze sul suo programma. Ci sono tutte le condizioni per confermare la guida illuminata della Moratti». La Russa è «orgoglioso dei militanti, i sostenitori di Pisapia hanno messo a dura prova la nostra capacità di non reagire alle provocazioni, le hanno provate tutte per farci saltare i nervi e non farci parlare, ma nessuno di noi è andato a disturbarli». La strada del ballottaggio «è in salita, ma vinceremo la tappa di montagna e Letizia il Giro d’Italia. Conto sulla defaillance di chi al primo turno ci ha lasciati per il terzo polo».
La Moratti li ascolta e li ringrazia uno ad uno. Anche gli assenti, come il vicesindaco Riccardo De Corato «una persona straordinaria che va valorizzata perché Milano se lo merita». Formigoni, che «è corso al mio fianco ogni volta che l’ho chiamato». Salvini, «è stato ovunque e ha inchiodato Pisapia nel confronto tv». Il Pdl diviso? «Ho sentito il mio partito vicino, si è speso fino all’impossibile e sarà un mio errore vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, ma da questa esperienza si è ancor più rinsaldato». Cita Tremonti, «Pisapia l’Expo si porta via: noi anche nei momenti di crisi abbiamo creato posti di lavoro, il suo programma è un libro dei sogni». Per ultimo il «grazie a Berlusconi e Bossi: non riescono a dividerci, il nostro legame è saldo e basato sui valori». Fa appello ai difensori del voto, «siamo nelle vostre mani, basta pochissimo, se ognuno convince due-tre persone e controlla che non ci siano due-tre voti dispersi ce la facciamo. Io posso tornare alla mia famiglia, ma amo troppo la mia città e voglio un futuro di sviluppo, sicurezza e occupazione».