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«Asset strategici: energia, grandi opere, ambiente e materie prime»

da Milano

Il passo è in avanti, ma è così piccolo da non creare nessuna illusione. La valutazione di una crescita «intorno alla zero» fornita nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non viene spostata di una virgola dal dato, pur superiore alle attese, sul Pil del primo trimestre diffuso ieri dall’Istat: un più 0,4% rispetto al periodo ottobre-novembre 2007, di matrice recessiva (meno 0,4%).
Il dato della prima parte dell’anno, già di per sé poco esaltante essendo frutto del confronto con un periodo di crescita negativa, risulta ancora più debole se confrontato al ritmo della Germania (più 1,5%) e alla stessa media Ue (più 0,7%). In ogni caso, la crescita acquisita per l’intero 2008 (ovvero il dato che si avrebbe con una crescita congiunturale invariata nei prossimi tre trimestri), è appena dello 0,2%, un valore che non si discosta più di tanto dalle stime di un Pil sostanzialmente piatto.
L’Ocse guarda con un certo scetticismo all’espansione superiore alle aspettative registrata dal nostro Paese. «Gli indicatori anticipatori per l’Italia - ha spiegato Enrico Giovannini, responsabile statistiche dell’organizzazione parigina - non segnalano un punto di svolta verso l’alto e il quadro per tutto il secondo e terzo trimestre è di crescita molto contenuta o di stagnazione». E anche il Centro studi di Confindustria parla di «rimbalzo seguito al tonfo di fine 2007. In realtà la dinamica del Pil italiano è piatta e al di là degli alti e bassi trimestrali, la crescita negli ultimi sei mesi è stata nulla. E tale risulta ormai anche nelle variazioni annue. E nel II trimestre tornerà a flettersi».
Anche la maggior parte degli analisti considera lo sviluppo tra gennaio e marzo un episodio isolato, probabilmente frutto del buon andamento sia dell’export sia degli investimenti. Inoltre, se per Confesercenti l’andamento del Pil è «un segnale di fiducia nel nuovo governo», per Confcommercio «l’ombra della recessione non è scongiurata». La Cgil, attraverso la segretaria confederale Maurizia Maulucci, chiede che «il governo dia risposte vere a questa emergenza, sia in termini di investimenti, sia con interventi mirati al sostegno della domanda interna».