Urso: sarà Fini il successore di Berlusconi

da Farfa (Rieti)

«Se passa la riforma elettorale credo che siano superflue le primarie perché in quel caso il premier sarà espressione del partito di maggioranza relativa e quindi Berlusconi e dall'altra parte del ticket, ci sarà Fini che è espressione della seconda forza della coalizione». Da Farfa, dove si è svolto il seminario «Bi-sogni» organizzato dall’Osservatorio parlamentare, il viceministro alle Attività produttive, Adolfo Urso, torna a rilanciare il ticket per la Casa delle libertà Berlusconi-Fini. «Se non dovesse passare la riforma elettorale allora ci saranno le primarie - dice Urso -, però non ci sarà Fini contro Berlusconi ma Fini insieme a Berlusconi» perché, secondo l'esponente di An, il ticket «identifica anche un percorso di successione naturale, che si potrebbe verificare anche nel corso della legislatura. È l'indicazione del successore che rafforza la candidatura di Berlusconi».
Il viceministro fa notare che ciò non accadrebbe invece nel centrosinistra. «Ove vincessero loro, Prodi non durerebbe, perché i nodi adesso sono ancora più intrecciati rispetto a dieci anni fa - spiega l’esponente di An -. I problemi, ad esempio, sulla politica internazionale e su quella economica c'erano allora e ci sono ancora oggi. Il centrosinistra non è capace di indicare chi ci sarà dopo. Allora ci fu D'Alema e poi D'Amato. Oggi, chi ci sarebbe dopo Prodi?».
Tornando al centrodestra, secondo Urso le primarie sarebbero invece auspicabili per le amministrative, in particolare «per scegliere il candidato sindaco nei Comuni dove siamo all'opposizione, Napoli, Torino e Roma, ovvero città dove non abbiamo mai governato». E sull'ipotesi che a Roma sia Gianni Alemanno a sfidare il sindaco uscente Walter Veltroni, Urso dice che si tratta di «una figura autorevole che ha svolto benissimo il suo ruolo di ministro». E l’«azzurro» Angelo Sanza si è dichiarato subuto d’accordo sull’idea delle primarie per i candidati alla guida delle città.