Urso tiene famiglia: 54mila euro al suo socio

L’ex viceministro del Fli ha lasciato la poltrona. Ma al ministero è
rimasto come consulente un suo fedelissimo. L’esperto è componente di
Farefuturo e detiene il 10 per cento dell’azienda agricola dell’ex
membro di governo

Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica

Addio sì, ma con sorpresa. Il finiano Adolfo Urso ha mollato, come tutti gli esponenti del governo in quota Fli, la poltrona di viceministro allo Sviluppo economico lo scorso 15 novembre. Ma al ministero (come ha scoperto il Mondo, rilanciato ieri dal sito Dagospia) è rimasto qualcuno a lui molto vicino.

Uno dei consulenti, ben pagati, del dicastero ha infatti un nome noto, molto vicino ai finiani e a Urso in particolare. Si tratta dell’imprenditore emiliano (ma di origini siciliane) Rosario Cancila, che siede nel consiglio di fondazione di Farefuturo ed è anche socio (al 10 per cento) della società agricola «Lo Schioppo», insieme all’imprenditore Enzo Poli e a Pietro, Dario e Paolo Urso, figli e fratello dell’ex viceministro.

Dello «Schioppo» si era parlato pochi mesi fa, a settembre, quando saltò fuori che la società dei parenti di Urso aveva comperato nel 2005 per 2 milioni di euro una tenuta agricola (che si chiama «Schioppo», appunto) tra Terni e Spoleto: 455 ettari di campagna umbra con monastero, pronto a essere riqualificato grazie a una variante al piano regolatore chiesta (e ottenuta) al comune di Terni. Un affare tutto portato avanti tra familiari di Urso e amici d’area. I primi a comprare la tenuta, nel 2005, sono il fratello di Urso, Paolo, e un imprenditore, Vincenzo Rota, che fa parte dell’osservatorio parlamentare di Urso. Anche il «farefuturista» Giancarlo Lanna, poco dopo, entra in società. Ma lo «Schioppo» cambia assetto societario nel 2008, quando Lanna e Rota lasciano, ed entrano appunto Enzo Poli (che compra il 50 per cento delle quote della tenuta da sogno per appena 125mila euro, come rivelò a settembre il Fatto quotidiano) e Rosario Cancila.

Insomma, l’imprenditore emilian-siciliano è in affari con la famiglia di Urso. Ed è molto attivo anche nella fondazione cara all’ex viceministro: il 25 febbraio del 2008 fu proprio lui, Cancilia, a organizzare la presentazione bolognese di Farefuturo, come racconta il sito web dello stesso think tank finiano, ricordando che «padroni di casa» dell’evento erano Gianfranco Fini e Urso.

La consulenza a Cancila da parte del viceministro è arrivata la scorsa primavera: sette mesi, dal primo giugno al prossimo 31 dicembre, per un corrispettivo lordo di 54mila euro, non proprio spiccioli. Oggetto dell’incarico, come riporta l’anagrafe delle consulenze del ministero, l’«attività di raccordo tra il gabinetto dell’onorevole ministro e la segreteria del sottosegretario di Stato onorevole Adolfo Urso, nonché di collaborazione nel settore dell’internazionalizzazione, con particolare riguardo all’approfondimento delle tematiche dell’internazionalizzazione della politica commerciale italiana». Un incarico mirato, legato alla segreteria del viceministro. Che però, adesso, non c’è più.