Urso va all’attacco: «Alt ai sussidi a pioggia per le fiere all’estero»

da Plovdiv (Bulgaria)

Signori si cambia. Da oggi. Il ministero per lo Sviluppo economico non farà più da «bancomat» per gli eventi internazionali. In soldoni: basta finanziamenti a pioggia per la partecipazione alle fiere estere. «A partire da Plovdiv - ha annunciato il sottosegretario Adolfo Urso, che guida la delegazione di un centinaio di imprese italiane in Bulgaria - rassegne come queste avranno il sostegno pubblico se rientrano in un quadro di strategia-Paese, valorizzando di volta in volta asset specifici del made in Italy».
Urso ha inaugurato ieri mattina a Plovdiv, insieme con il presidente della Repubblica di Bulgaria, Georgi Parvanov, il direttore generale dell’Ice, Massimo Mamberti, e l’ambasciatore italiano, Stefano Benazzo, la più grande fiera dell’Est Europa in fatto di tecnologie e beni strumentali. Un tempo, a Plovdiv, la seconda città bulgara che si trova a 150 chilometri a Sud di Sofia, si svolgeva la più grande rassegna dell’industria manifatturiera di tutto l’ex impero sovietico.
«Non una semplice rassegna - ha aggiunto Urso - ma un evento che si inserisce in una strategia precisa: il cosiddetto Piano Balcani messo a punto in un settore trainante del made in Italy quale è il comparto delle macchine utensili. Non a caso l’Italia è il Paese partner della manifestazione». La Bulgaria, quindi, è partner strategico dell’Italia, ruolo rafforzato da quel «Tavolo per l’Europa del Sud-Est» aperto a Roma il 9 settembre con tre obiettivi importanti: «Infatti - ha continuato Urso - agiremo su infrastrutture e logistica, energia, servizi». A Plovdiv, infine, anche una significativa presenza del mondo bancario italiano con i due colossi Unicredit e Intesa-Sanpaolo.
Ma la Bulgaria ha un’altra rilevanza strategica: è infatti il terminale del cosiddetto «Corridorio 8», ovvero i futuri collegamenti veloci (reti ferroviarie, stradali e marittime) tra la costa adriatica, l’interno dei Balcani e il Mar Nero. Un vero e proprio asse internazionale che, secondo Urso, «rappresenta una priorità per l’Italia».
Buoni, infine, i dati (2007) dell’interscambio tra i due Paesi. L’Italia, infatti, sì è consolidata come terzo fornitore (dopo Russia e Germania) attestandosi a quota 1.905,5 milioni di euro, mentre gli investimenti italiani in Bulgaria oggi ammontano a 1,3 miliardi (Enel e Italcementi in testa). Enel in particolare, che qui gestisce già gli impianti «Maritza Tre», partecipa alla gara per la nuova centrale a carbone «Maritza Quattro», un impianto di 700 Mw che prevede un investimento di un miliardo di euro in quattro anni.
In chiusura di giornata Urso ha poi diffuso una notizia appena comunicatagli da Peter Mandelson. In sostanza il commissario Ue si è impegnato a prorogare i dazi antidumping sulle calzature cinesi e vietnamite, come più volte chiesto dallo stesso Urso a nome del governo italiano.