Usa, anche Murdoch scarica Obama

Nel 2008 il magnate aveva detto: "È una star". Ora, in vista del voto di metà mandato e per la prima volta
dopo anni di finanziamenti bipartisan, versa un milione di dollari
solo all’opposizione

L’espulsione dei rom dalla Francia è «razzismo inaccettabile», «rivela uno scenario da guerra civile», «è scioccante e indegno per la democrazia», «non migliora la sicurezza dei francesi». Cresce nel Paese la polemica sulle nuove misure di sicurezza imposte dal presidente Nicolas Sarkozy su nomadi e rom, con sgombero di campi abusivi e il rimpatrio, da domani, dei loro abitanti di origine straniera. Parigi ha deciso di sgomberare 51 campi illegali rom sui 300 previsti ed espellere circa 700 nomadi, che saranno «riaccompagnati nel loro Paese d’origine. «Lo scopo di tutta quest’operazione è che ci sia una violenta polemica - spiega il centrista François Bayrou - L’idea è di trasmettere il messaggio che insicurezza è uguale a immigrazione». Per lui «la politica di sicurezza della Francia deve essere completamente ripensata».
«Le derive xenofobe cui è giunto il potere del presidente francese Nicolas Sarkozy sono di una gravità estrema», ha commentato Pierre Laurent, segretario nazionale del Partito comunista francese (Pcf). Le espulsioni dei rom secondo Laurent rivelano «una forma di razzismo inaccettabile» nei confronti dei francesi di origine straniera, e «l’obiettivo di quest’operazione nauseabonda è di mascherare la tripla menzogna di una politica in caduta libera nei sondaggi».
Anche per il deputato Patrick Braouezec, un ex del Pcf, «la situazione si è degradata», diventando «un’escalation di azioni e frasi che rivelano una situazione da guerra civile» che è «indegna per la democrazia».
Parigi, per bocca del ministro dell’Interno Brice Hortefeux, ha annunciato l’intenzione di rimpatriare i rom verso Romania e Bulgaria entro la fine del mese. Il primo volo partirà domani, il secondo il 26 agosto, mentre un terzo è previsto alla fine di settembre. Decisione su cui ieri è arrivato il monito della Commissione europea, attraverso il portavoce della commissaria alla giustizia e al rispetto dei diritti umani, Viviane Reding. La Francia, ha affermato, «deve rispettare le regole che riguardano la libertà di circolazione e la protezione dei cittadini europei».
Immediata la replica di Parigi: «Le misure decise dalle autorità francesi - ha detto il portavoce del Quai d’Orsay, Bernard Valero - sono pienamente conformi alle regole europee e non portano alcun attacco alla libertà di circolazione dei cittadini dell’Unione europea, come definite nei trattati». In Europa, i rom sono tra gli otto e 10 milioni. Non esiste un dato certo sul numero dei nomadi che vive nel territorio dell’Unione «a sottolineare l’assenza di un’attenzione mirata sui rom e le comunità nomadi». Così scrive l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (Fra) in un rapporto pubblicato alla fine del 2009 dedicato alla «Situazione dei rom cittadini europei che si muovo e si stabilizzano in altri Paesi membri».
Intanto, il quotidiano Le Monde in un articolo non si è fatto scappare un ironico scherzo del destino e dell’onomastica: il cognome del capo dello Stato francese, di origini ungheresi, è uguale a quello del più noto portavoce della comunità rom in Austria, Rudolf Sarkozi, nato in un lager nel 1944.