Gli Usa annunciano sanzioni contro il nucleare dell'Iran Mosca: azione inaccettabile

La Casa Bianca continua sulla strada delle sanzioni contro il regime iraniano. Stop al petrolio e alle banche. L'Italia sostiene il piano di sanzioni. Critiche da parte del Cremlino

L'America di Obama attacca nuovamente l'Iran riguardo alla questione nucleare. Gli Stati Uniti, che si sono detti pronti a dare il via a un nuovo capitolo nei rapporti tra Washington e Teheran, posto che il paese guidato da Mahmud Ahmadinejad rispetti i suoi obblighi internazionali, non transigono: "Le azioni dell'Iran mettono a repentaglio la pace e la stabilità".

Le prossime mosse contro il regime di Teheran, colpevole di avere scelto la via "dell'isolamento internazionale" sono chiare: bisogna bloccare le banche e il petrolio iraniano. Le nuove sanzioni economiche, deciso dopo aver consultato anche il Regno Unito e l'Unione Europea, arrivano dopo il rapporto redatto dall'Agenzia Atomica, che aveva evidenziato i rischi correlati al piano di proliferazione atomica dell'Iran. Da Teheran erano arrivate reazioni piuttosto confuse, che andavano dal tentativo di minimizzazione dei rischi connessi allo sviluppo nucleare, declassato a un tentativo di sviluppare una nuova fonte energetica, all'aperto attacco contro Israele, bersaglio filo-occidentale più facile da raggiungere, che gli iraniani minacciavano di colpire in caso di attacco da parte delle potenze straniere.

Le misure decise in questi giorni, commentano da Washington, sono il primo caso di aggressione radicale dei mercati bancari e finanziari del Paese arabo e porteranno, nelle intenzioni di Obama, al blocco delle maggiori fonti di sostentamento economico del regime di Ahmadinejad. E lo stop alle banche potrebbe non riguardare soltanto gli istituti iraniani, dato che, avvertono gli Stati Uniti, tutte le banche mondiali si espongono a un rischio intrattenendo rapporti con Teheran.

Che le misure previste non siano solamente un avvertimento, lo dimostra la precisione dei dettagli diffusi dagli Stati Uniti in merito alle sanzioni previste contro l'Iran. Da oggi saranno perseguite le persone fisiche e le aziende che aiutano lo sviluppo del settore petrolifero e petrolchimico e saranno seguite da vicino tutte le transazioni, per bloccare quelle di importo superiore alla media. Accanto alle misure economiche, Washington non intende smettere neppure la persecuzione delle organizzazioni iraniane all'estero. "Sino a quando continueranno le azioni illecite", si legge in una nota della Casa Bianca "gli Stati Uniti non molleranno i propri sforzi di dare la caccia alle organizzazioni iraniane sotto copertura, ai loro affari ingannevoli e ai loro sforzi per eludere le sanzioni".

"L’Italia sostiene con piena convinzione il piano di sanzioni economiche nei confronti dell’Iran annunciato dall’Amministrazione statunitense". Ad affermarlo è il titolare della Farnesina, Giulio Terzi, da Kuwait City, dove si trova per la Riunione Ministeriale G8- Bmena. "Le sanzioni - ha spiegato Terzi - non sono rivolte contro il popolo iraniano, ma mirano ad indurre le Autorità di Teheran ad un atteggiamento di collaborazione con l’Aiea" affinché si dissipino "i seri dubbi sulla natura del programma nucleare. Purtroppo le conclusioni dell’ultimo Rapporto dell’Aiea non solo non hanno chiarito quei dubbi, ma hanno fornito ulteriori motivi di grave preoccupazione alla comunità internazionale. Occorre quindi inasprire il regime sanzionatorio ed intensificare la pressione sull’Iran e l’Italia si sta attivando affinché sanzioni analoghe a quelle annunciate dagli Stati Uniti vengano adottate quanto prima anche dall’Unione Europea".

Ma a rispondere alla proposta di nuove sanzioni è Mosca. La Russia ha bollato come inaccettabile il comportamento degli Stati Uniti, ritenuto in contrasto con il diritto internazionale, soprattutto per quanto riguardo l'estensione delle sanzioni a quanti nel mondo trattino con l'Iran per l'approvvigionamento di petrolio o tramite le banche. Le misure sono d'altra parte compatibili con quanto previsto dalla legge antiterrorismo varata da Washington dopo il 2001, che identifica come minaccia al sistema finanziario globale anche le entità private operanti all'esterno del Paese oggetto delle sanzioni.

Dal canto loro i rappresentanti del regime di Teheran hanno commentato la decisione presa come un'azione che va "nel senso dell’animosità di questi Paesi contro il nostro popolo, condannabile e senza effetti".