Gli Usa brindano al «Calice» di Harry Potter

Il quarto episodio della magica saga ha già incassato più di 200 milioni

Ferruccio Gattuso

Harry Potter cala il poker, mantiene vecchie abitudini e ne coltiva di nuove. Quelle vecchie sono il successo al botteghino e presso i fan: il quarto episodio Harry Potter e il Calice di Fuoco - pronto a invadere, da venerdì, le sale milanesi - ha avuto un sontuoso avvio, con oltre 200 milioni di dollari incassati nei Paesi dove è programmato: solo nelle sale americane ha realizzato 101 e rotti milioni di dollari lo scorso weekend, quarto di sempre nella storia del cinema yankee.
Lo scudo della Warner Bros appare sempre più lucido: con film come questi, la concorrenza la si schiaffa in un angolo, poco ma sicuro. E quindi, si può proprio parlare di “Jackpot” Potter: il maghetto di Hogwarts comincia a crescere, a scrollarsi di dosso i diminutivi, magari a metter su brufoli da buon teenager.
Ma il suo popolo adorante cresce con lui, e non intende perdersi una, dicasi una, avventura del loro eroe nei meandri della magia nera e bianca (a proposito, il tocco dark e horror aumenta a vista d'occhio, qualche genitore comincia a preoccuparsi e nel Regno Unito il film si è visto rifilare il bollino che impedisce la visione agli under 12). Tutta Hollywood, in fondo, spera nella bacchetta magica di Harry: pessimo, il 2005 per il cinema americano, e così kolossal come questo finiscono per essere delle gratificanti aspirine.
Passerà la nottata, sperano oltreoceano. Intanto, la regia del quarto episodio finisce nelle mani di un inglese, Mike Newell, catapultato dalla realtà di film fortunati e «poveri» come Quattro matrimoni e un funerale a quella di un blockbuster da 300 milioni di dollari.
Anche la critica americana ha accusato un po' di soggezione di fronte ai numeri di Harry Potter e il Calice di Fuoco: il New York Times cala tutta la sua autorità definendo l'ultimo episodio «un felice adattamento dal romanzo della J.K. Rowling» con partecipazioni di grandi attori come Michael Gambon, Maggie Smith, Alan Rickman, sui quali il prestigioso quotidiano Usa fa troneggiare Ralph Fiennes, nel ruolo di Lord Voldemort: «Mister Fiennes entra in scena in modo spettacolare, anche se purtroppo troppo tardi». Applausi anche al regista: «Newell dà il suo contributo mantenendo la saga ad un alto livello di magia». Magia che sembra aver percepito anche Filmsinreview, per cui «Harry Potter e il calice di Fuoco incanta grazie ad un'aura oscura di suspense e ad un benvenuto senso di minaccia».
È proprio «uno dei migliori episodi di una serie comunque notevole», per il Denton Record Chronicle, il cui peana viene rafforzato dall'Hollywood Report Card che parla di «regia fenomenale».
Insidioso il giudizio del Kansas City Star, secondo cui l'ultimo Harry Potter «è esaltante dal punto di vista visivo, purtroppo molle sul fronte drammatico. Un film che sembra destinato a dividere gli appassionati da chi non ci crede veramente». Impegnativo il giudizio di 7Mpictures, che esalta il «cattivo» Ralph Fiennes in questo modo: Valdemort infatti «si appresta a diventare il nuovo Darth Fener di Star Wars della cultura popolare».
Persino Variety consegna la palma del migliore all'ultimo Potter: «Il Calice di Fuoco - scrive lo storico magazine - sfoggia un’intensità che solo a tratti sembra calare». L'incantesimo del giovane mago di Hogwarts funzionerà anche qui, c'è da giurarci.