Usa, il candidato ultraliberistalotta contro tasse e FedE vuole uscire da Onu e Nato

Secondo le rilevazioni di Bloomberg in Iowa e New Hampshire, dove inizierà la sfida per le primarie repubblicane, dietro ai favoriti Romney e Cain sta emergendo la candidatura del libertario Ron Paul. Scopriamo cosa propone...

La corsa vera e propria per la scelta del candidato repubblicano che sfiderà Obama inizia il prossimo tre gennaio. Nel piccolo stato dell'Iowa gli iscritti al Gop (Grand Old Party) riceveranno una scheda su cui scrivere il nome del delegato schierato per il candidato prescelto. Poi toccherà agli altri Stati. Un sondaggio effettuato da Bloomberg evidenzia che Herman Cain, nonostante le accuse di molestie sessuali nei suoi confronti, è in testa con il 20%, incalzato da Ron Paul, il repubblicano libertario, al 19%. Seguono Mitt Romney, il favorito che ancora non riesce a sfondare, al 18% e Newt Gingrich, l’ex speaker della Camera, al 17%. Sarà, dunque, una sfida a quattro. Almeno nell'Iowa. Vedremo poi cosa accadrà negli altri Stati. Un altro dato significativo che emerge dal sondaggio è che per il 71% degli elettori la questione centrale delle elezioni sarà l'economia.

Ron Paul sta emergendo anche nel New Hampshire - altro Stato tra i primi dove si voterà (10 gennaio) - dove secondo le rilevazioni di Bloomberg fa registrare un significativo 17% (Romney è al 40%). A differenza delle due volte in cui ha partecipato alla corsa, il più autorevole esponente non interventista e libertario del Gop potrebbe, stavolta, lasciare un'impronta forte nelle primarie. Vediamo di scoprirlo meglio...

Il suo slogan per le prossime elezioni è "Restore America Now" (Fai guarire subito l'America). Settantasei anni, medico ginecologo, fa politica attiva dagli anni Settanta. Decide di impegnarsi quando Nixon abolisce il sistema aureo (il legame tra il dollaro e l'oro). Questa svolta economica, nel 1971, induce Paul, cultore dei grandi teorici liberali della Scuola austriaca, quali Von Hayek e Von Mises, nonché dell'anarco capitalista Rothbard, a fare politica attiva per cercare di contrastare l'eccessiva presenza dello Stato nell'economia e nella società americana.

Eletto alla Camera dei Rappresentanti nel 1976, viene confermato nel 1978, 1980 e 1982. Dopo una pausa - e una bocciatura al Senato - rientra alla Camera nel 1996, nonostante l'opposizione nei suoi confronti di personaggi del calibro di George W. Bush e Newt Gingrich. Ron Paul si candida alla Casa Bianca nel 1988, per il Partito Libertario, ottenendo lo 0,47% dei voti, dietro il repubblicano Bush (53,4%) e il democratico Dukakis (45,6%). Ci riprova nel 2008, ma stavolta decide di correre tra i repubblicani. Nonostante le ottime premesse al caucus dell'Iowa arriva quinto (10%). Ma nel New Hampshire lo staff di Paul denuncia brogli a suo danno, con un terzo posto che gli sarebbe stato, di fatto, sottratto. Ora ci riprova. Rispetto agli altri candidati è isolato. Anche se le sue idee, specie quelle economiche, coincidono con quelle dei Tea Party. Lui però non si sente una voce fuori dal coro, anzi... con orgoglio dice di sé: "Sono gli altri che dovrebbero uscire dal partito. Io sono rimasto l'unico a sostenere la filosofia originale dei repubblicani".

Le idee di Ron Paul

I cardini della politica del candidato ultraliberista sono questi: ritorno a una moneta libera, legata all'oro, indipendenza da restituire agli Stati (rispetto allo strapotere di Washington), libertà individuale. Ampliare quest'ultima è il primo "comandamento" della dottrina politica di Ron Paul. Che di recente, riferendosi a Obama, ha detto: "Praticamente è un dittatore". Tra i cavalli di battaglia di Paul c'è l'abolizione della Federal Reserve, che per lui è incostituzionale. Dal punto di vista fiscale propone la cancellazione di ogni tassazione sul reddito e un robusto taglio delle spese militari, che specie negli ultimi anni hanno inciso, e non di poco, sui bilanci federali. Sono tutte posizioni, queste, estremamente coerenti con la concezione filosofico-politica di Paul, che da sempre si batte per lo "Stato minimo".

Ma è sulla politica estera che emerge l'originalità del candidato. Favorevole al neutralismo - quasi assoluto - propugna l'uscita degli Stati Uniti da tutte le organizzazioni internazionali: in primis Onu, Nato e Wto. Tesi affascinante ma difficilmente applicabile, che fa di Ron Paul un candidato decisamente controverso. Lui, però, non si cruccia delle critiche. Anzi, ai suoi detrattori ama citare una frase di uno dei padri fondatori, Thomas Jefferson: "Commercio con tutte le nazioni, alleanza con nessuna". Ma l'America di oggi, nonostante la grave crisi economica, può isolarsi dal mondo?