Usa, la Corte suprema ferma il boia in Mississippi

Salvato in extremis Earl Wesley Berry, condannato per aver assassinato una ragazza nel 1987. Si discute sulla costituzionalità dell’iniezione letale, ritenuta troppo crudele. E' in vigore una moratoria di fatto. <strong><a href="/a.pic1?ID=217251">Intanto a Teheran si continua a impiccare in piazza</a></strong>

Washington - La Corte Suprema degli Stati Uniti ha sospeso all’ultimo minuto l’esecuzione di una condanna alla pena capitale di un detenuto del braccio della morte della prigione di Stato del Mississippi. Si tratta dell’ultima di una serie di decisioni dello stesso genere assunta dalla più alta istanza giudiziaria Usa dopo che i giudici il 25 settembre scorso avevano messo in dubbio il sistema dell’iniezione letale, giudicato crudele.

Il condannato Earl Wesley Berry doveva essere giustiziato alle 18 ora locale, le 24 in Italia. I legali di Berry, condannato alla pena capitale per aver assassinato nel 1987 di una ragazza, Mary Bounds, picchiata a morte dopo aver lasciato le prove del coro della chiesa a Houston in Mississippi, hanno chiesto di sospendere la condanna fino a quando la Corte Suprema non avrà preso una decisione definitiva sull’iniezione letale.

Il sistema, basato su un cocktail letale di tre sostanze, usato in 36 dei 37 Stati dove è in vigore la pena di morte: l’unica eccezione è il Nebraska dove viene impiegata ancora la sedia elettrica. Dall’inizio dell’anno sono state giustiziate 42 persone negli Usa contro le 53 del 2006. Dal 25 settembre scorso sono state sospese le esecuzioni In Virginia, Texas e Arkansas.