Usa, Corte suprema ferma i boia

Bloccate nel giro di poche ore le esecuzioni di due condannati a morte: una in Alabama e una in Texas. Il provvedimento arriva dopo la decisione di verificare se l'iniezione letale è conforme alla Costituzione

Houston - Due esecuzioni fermate nel giro di poche ore. La Corte suprema americana sta valutando se l'iniezione letale è conforme o meno alla Costituzione e questo dà alla difesa dei condannati il tempo per poter avanzare il ricorso.

Il condannato del Texas La Corte suprema degli Stati Uniti ha fermato ieri l’esecuzione di un condannato in Texas, Carlton Turner, 28 anni. Il giovane doveva essere messo a morte per aver ucciso i suoi genitori nel 1998. Il provvedimento è giunto dopo che martedì scorso la stessa Corte ha accettato di esaminare se il metodo dell’esecuzione per iniezione non violi la Costituzione, che proibisce le punizioni "crudeli". I difensori avranno ora il tempo di presentare ricorso.

Lo stop in Alabama Poche ore prima era stato invece il governatore dell’Alabama, Bob Riley, ad annunciare la sospensione di 45 giorni dell’esecuzione di Tommy Arthur, per permettere la messa a punto di un nuovo cocktail di medicinali letali, con cui le autorità dello stato vogliono essere sicuri che i condannati siano completamente inconsci prima di essere uccisi.

Il ricorso del Kentucky Martedì scorso la Corte ha accettato di pronunciarsi sul ricorso presentato da due condannati del Kentucky contro l’iniezione letale, considerata una violazione dell’ottavo emendamento che vieta "punizioni crudeli ed insolite". Il pronunciamento dei sommi giudici americani non arriverà prima del prossimo anno, e la decisione di oggi sull’esecuzione in Texas fa sperare gli abolizionisti che la Corte possa in futuro fermare, almeno temporaneamente, altre volte il boia in questi mesi.