Usa, con la crisi in fumo 3,6 milioni di impieghi

Durante la recessione persi 3,6 milioni di posti di lavoro: è il calo peggiore del dopoguerra. Solo a gennaio persi 598mila impieghi. Il tasso di disoccupazione sale al 7,6%: valore più alto dal '92. Obama: "Agire subito"

Washington - Durante la recessione in corso gli Stati Uniti hanno perso 3,6 milioni di posti di lavoro, il calo peggiore del dopoguerra, scrive l’agenzia Bloomberg. Di questi, la metà è andata persa soltanto nel corso degli ultimi tre mesi. È quanto risulta dal rapporto sull’occupazione di gennaio appena reso noto dal dipartimento del Lavoro Usa. Il rapporto ha indicato una perdita di 598mila posti di lavoro il mese scorso, al ritmo più sostenuto dal 1974, e un tasso di disoccupazione in rialzo al 7,6%, al valore più alto dal 1992. A gennaio gli analisti si aspettavano una perdita di 525mila posti di lavoro e un tasso di disoccupazione al 7,5%. A dicembre negli Usa si erano persi 577 mila posti (dato rivisto dagli iniziali -524 mila). A novembre i posti persi erano stati 592 mila.

Obama sconvolto Il presidente Usa, Barack Obama definisce "notizie devastanti" i dati di oggi sull’occupazione Usa e ribadisce la necessità di "un’azione immediata" per ridare fiato all’economia. Le dichiarazioni di Obama arrivano dopo che a gennaio l’economia Usa ha perso quasi 600mila posti di lavoro, il calo più forte da 34 anni. "È irresponsabile e non scusabile indugiare e continuare a rinviare, mentre milioni di americani perdono il posto di lavoro. È ora che il Congresso agisca. È ora che venga approvato un piano di ripresa e di reinvestimenti che smuova l’economia".