Usa, disoccupati al 10,2%: peggior dato dal 1983

L'economia americana a ottobre ha perso 190mila posti di lavoro.
Risultato peggiore delle attese, gli economisti ne prevedevano 175mila.
Il tasso di disoccupazione torna sopra al 10%, come 26 anni fa. In totale negli Usa i senza lavoro sono 16 milioni

Washington - L’economia statunitense a ottobre ha perso 190mila posti di lavoro, più dei 175mila previsti dagli economisti. Il tasso di disoccupazione è salito al 10,2%, ai massimi da 26 anni a questa parte. Si tratta di un aumento ben superiore al previsto a ottobre per la disoccupazione negli Stati Uniti, che per la prima volta dal 1983 supera la soglia critica del 10%. Il mese scorso il tasso di disoccupazione è balzato al 10,2%, contro il 9,9% di settembre. A questo punto negli Usa si contano quasi 16 milioni di disoccupati.

I dati Ottobre ha segnato il 22esimo mese consecutivo di incremento della disoccupazione negli Usa, che rappresenta la fase più lunga di peggioramento da 70 anni a questa parte. Le perdite di posti hanno mostrato un'attenuazione rispetto al mese precedente, quando ne erano venuti a mancare 219mila. Secondo i dati del dipartimento del Lavoro, se ai disoccupati si aggiungessero coloro che hanno ripiegato su lavori part time e quelli che hanno rinunciato a cercare un posto, il tasso di disoccupazione salirebbe al 17,5%. Si tratta del valore più elevato nelle serie storiche, che tuttavia per questa voce risalgono solo al '94. Un altro indicatore che mostra quanto sia difficile in questa fase trovare lavoro negli Usa è rappresentato dal numero di persone disoccupate da almeno sei mesi: 5,6 milioni per un paese tradizionalmente dinamico. Rappresentano il 35,6% dei disoccupati totali, lo stesso livello del mese precedente.

Gli analisti Diversi economisti temono che la persistenza di una elevata disoccupazione possa gravemente compromettere le dinamiche dei consumi negli Usa, che rappresentano il 70% dell’economia. I dati di oggi sono i primi a giungere dopo che nei giorni scorsi sono stati pubblicati quelli sulla ripresa in termini di pil, un +3,5% nel terzo trimestre che si era rivelato migliore del previsto. Tuttavia, tipicamente le difficoltà sul mercato del lavoro si trascinano più a lungo rispetto all’andamento degli aggregati statistici sul pil.